lunedì 14 aprile 2014

Intervista a Wally G. Fin

Inauguriamo le interviste su "Chiacchiere e distintivo" con Wally G. Fin, autore di cinque libri:  Cinque anni in Iraq; Eroi imperfetti - Una vacanza pericolosa; Eroi imperfetti 2 - Missione in Australia; Eroi imperfetti 3 - La Macchina del Tempo; Eroi imperfetti 4 - Minaccia Letale



1. Ciao e benvenuto nel mio blog, innanzitutto vorrei che ti presentassi ai lettori: perché hai scelto uno pseudonimo, Wally G. Fin, per firmare i tuoi libri?
In realtà non è proprio uno pseudonimo: il mio nome anagrafico è Gualtiero, ma ormai tutti i miei amici mi chiamano Wally: questo nomignolo mi venne affibbiato dalla mia segretaria durante il secondo cantiere in Australia, nel 92 mi pare. Laggiù tutti vengono chiamati per nome e la povera ragazza non riusciva a pronunciare Gualtiero; le veniva fuori qualcosa come Gwalteriouuh, e allora decise di chiamarmi Wally, da Gualtiero=Walter=Wally. In breve tutto l’ufficio iniziò a chiamarmi così, anche perché in inglese questo nickname è un po’ una presa in giro se non un insulto. D’altronde ero uno dei manager e prendermi per il didietro era considerato un obbligo. Ma, non essendo inglese, io non sentivo il tono derisorio, questo nomignolo mi piacque e me lo sono tenuto. Anche dopo l’Australia ho continuato a dire a tutti di chiamarmi Wally ed ormai lo considero il mio vero nome, anche perché Gualtiero non mi era mai piaciuto (infatti appare nel mio pseudonimo solo come G puntato). Per quanto riguarda il cognome… beh, il mio cognome completo è Finocchi. In pratica l’ho solo abbreviato togliendo “occhi”. Da ragazzo, dalle elementari fino all’università, ho sofferto tantissimo per questo cognome; ormai la cosa è superata e non è più nemmeno oggetto di scherno, ma certo non mi piaceva scriverlo sulla copertina dei miei libri.

2. Hai pubblicato 5 libri come self-publisher, tutti con il sito Amazon, è stata una scelta o un ripiego?
Beh, è stata una scelta obbligata. Quando ho avuto pronto il mio primo libro, “Una Vacanza Pericolosa” (che solo in seguito ha ricevuto il pre-titolo “Eroi Imperfetti” che individua la serie) ho pensato di farlo pubblicare, ma era impossibile. Non molto difficile o praticamente impossibile, ma assolutamente impossibile. Nessuno pubblica un libro di un autore sconosciuto; nessuno nemmeno prova a leggerlo, specie se ha un titolo così improponibile. In Italia ci sono quasi più persone che scrivono di quelle che leggono! E l’editoria è già abbastanza in crisi da sola e non ha nessuna voglia di perdere tempo e soldi per esaminare ed editare le opere prime che vengono inviate a tutti gli editori, a botte di centinaia al giorno. Per caso, avendo comprato il Kindle, ho scoperto che Amazon dava la possibilità di pubblicare e-book a chiunque, bastava seguire le istruzioni e le regole ben spiegate nel manuale gratuito. Mi ci è voluto quasi un anno per risistemare il primo libro perché il formato non andava bene e perché ci ho fatto un sacco di modifiche e di correzioni. Poi l’ho pubblicato! È bastata meno di un’ora! Il secondo era quasi pronto ed è seguito a ruota, e così via. Amazon è sempre la maggiore biblioteca virtuale del mondo ed è anche la più avanzata, la più semplice e veloce da accedere e la più affidabile per i pagamenti delle royalties. Ultimamente ho pubblicato i miei romanzi della serie “Eroi Imperfetti” anche su Smashwords, per Kobo e gli altri e-reader diversi da Amazon. Il terzo è ancora in fase di verifica. Fra breve vorrei iniziare la preparazione dei libri anche per la pubblicazione cartacea, con Amazon Create Space. Ma ci vorrà un po’, vorrei ritagliarmi il tempo per leggere.

3. Hai avuto qualche esperienza con le case editrici?
Come accennavo sopra, ho provato a spedire il mio primo romanzo a più di venti case editrici. La stragrande maggioranza non ha nemmeno risposto. Un paio hanno rimandato indietro la busta col manoscritto e le mia lettera di presentazione senza neanche aprirla. Due o tre hanno mandato una letterina ciclostilata che diceva che non prendevano in considerazione nuove opere, che i loro programmi erano completi per i prossimi 24 mesi, o che la mia opera non si adattava ai loro standard di pubblicazione. Solo una casa editrice (che ora non ricordo, erano circa otto anni fa) ha risposto dicendo che il mio romanzo era promettente e interessante ma che necessitava di un editing troppo spinto. Inoltre secondo loro la trama era troppo semplice e con troppo pochi colpi di scena (Evidentemente lo avevano letto!). Mi consigliava di continuare a scrivere e di inviargli altre mie opere. Pensandoci adesso era una bellissima risposta, ma al momento c’ero rimasto male.
In seguito ho pensato alle case editrici a pagamento, ne ho contattate un paio (ormai esisteva l’e-mail) ma i preventivi erano esagerati e inoltre non effettuavano alcun editing o consulenza sul mio libro. Dovevo fare tutto da solo (come poi ho fatto) e non garantivano nessun tipo di distribuzione (o almeno le loro affermazioni non mi convincevano). Così non ne ho fatto niente. Ho continuato a scrivere solo per me stesso, per il piacere di vedere le mie idee distendersi e prendere vita sullo schermo del computer. È chiaro che mi piacerebbe che qualche casa editrice mi contattasse per i miei libri, o per ricavarne la sceneggiatura di un film o cose simili, ma so bene che è impossibile.




4. Ci parli un po’ dei tuoi libri? Di cosa parlano, dove prendi le idee, qual è il tuo metodo di scrittura ecc.
Questa è la cosa più difficile! Mi piace recensire le opere di altri, ma per le mie ho come un blocco. Comunque ci provo: Quadrilogia EROI IMPERFETTI: sono quattro romanzi thriller di Azione-Avventura che si possono leggere tranquillamente separati o in qualunque ordine (anche se sarebbe meglio partire dal primo).
Primo volume è “Una vacanza pericolosa” ove ho creato l’ambientazione e i personaggi principali, Marco e Bia, che si incontrano, si amano e hanno un sacco di avventure, che proseguono nei volumi successivi, tutti leggibili separatamente. Ma la sinossi si trova già su Amazon. Qualcosa di più… ho cominciato a scrivere questo libro parecchi anni fa, forse nel 2004 o 2005. Lo ho scritto a spizzichi e bocconi, seguendo una mia idea che rifletteva in parte cose che avevo vissuto. È stata la mia prima opera di questa lunghezza, circa 250 pagine se fosse un libro cartaceo, ed è stato scritto e riscritto, modificato e ri-modificato decine di volte. Sicuramente sconta questa inesperienza ed ha qualche magagna e caduta di stile. Però fin’ora ne sono state scaricate circa 1300 copie (di cui 700 gratuite) ed ha avuto 30 recensioni solo su Amazon.it. Ce ne sono tre o quattro negative, ma la maggior parte sono positive o molto buone (solo alcune sono di parenti e amici, che comunque hanno scritto liberamente quello che pensavano). Credo che il romanzo si lasci leggere facilmente, è semplice, scorrevole, e vede l’incontro e l’inizio della grande storia di amore fra Marco e Bia. Descrive luoghi, popoli, mentalità e usanze esotiche che ho conosciuto in prima persona; senza trascurare le ripetute, incredibili avventure dei due protagonisti che per fortuna e per incoscienza riescono a scamparla; inoltre il romanzo ha alcune sezioni particolarmente passionali ed erotiche, che forse potrebbero disturbare qualche chierichetto, ma che vedo sono sempre più in voga nella narrativa mainstream attuale. A me piace molto!
Secondo Volume: “Missione in Australia”: questo è stato scritto più in fretta, in tempi relativamente brevi, descrive luoghi ed eventi e rispecchia una serie di aneddoti che ho realmente vissuto in Australia. L’inizio è un po’ lento, parte ancora in Tailandia e prosegue in Australia. Si vede l’evolversi dell’appassionata relazione fra Marco e Bia (anzi ormai sono praticamente sposati) e descrive bene la mentalità assurdamente provinciale degli australiani. I colpi di scena sono tutti nella seconda metà, e qui Bia comincia a prendere il predominio e a diventare il personaggio principale. 
Terzo volume: Questo l’ho scritto di getto, in meno di sei mesi. Volevo esaminare da un punto di vista diverso le tematiche fantascientifiche del viaggio nel tempo, così impossibili e così affascinanti. Decine di autori famosi di fantascienza e non, si sono cimentati su questo tema, da H. G. Wells nel 1895 a oggi, senza contare innumerevoli film, telefilm e fumetti. Beh, ho provato ad affrontare l’argomento in modo nuovo e credo di esserci riuscito. Le avventure di Bia e Marco a New York (ormai Bia è il protagonista indiscusso della storia), si mischiano con le azioni di un gruppo di terroristi Pakistani e incredibilmente si ricollegano con gli eventi dell’11 Settembre 2001. Non posso nemmeno accennare la trama, per non guastare la lettura. Ma una delle recensioni che ho ricevuto dice: “Vivere in prima persona gli avvenimenti della peggiore tragedia del nostro tempo è stato straordinario, avvincente e coinvolgente”. Questo libro mi piace moltissimo, secondo me è migliore dei primi due, anche per la naturale crescita stilistica dell’autore (sempre io). Purtroppo un paio di lettori non hanno capito niente ed alcune recensioni sono negative proprio per l’introduzione del concetto di viaggio nel tempo. Capisco che chi non è un amante della fantascienza come me, e che si aspettava un romanzo di amore-avventura come i primi due, possa trovarsi a disagio, ma nessuno può dire che non se lo aspettava… è nel titolo!

Quarto Volume: Minaccia Letale è di gran lunga il più bello. L’idea di base (che mi sembra nuova e originale) è talmente maligna, inconcepibile e sconvolgente che potrebbe perfino essere vera. Pubblicandolo ho avuto un po’ di timore che una notte la CIA butti giù la mia porta e mi trascini a Guantanamo in catene.
Tutti i quattro libri sono scritti in modo lineare e immediato, come la sceneggiatura di un telefilm, e le immagini, gli incontri erotici e le incoscienti avventure dei protagonisti, scorrono davanti agli occhi del lettore come su uno schermo cinematografico (o almeno questo è ciò che ho tentato di fare).
Concludo con due parole sull’altro libro pubblicato: “Cinque anni in Iraq”, che non ha nulla a che fare con la serie “Eroi Imperfetti”. Questa è una breve storia di tipo quasi-autobiografico, raccontata in prima persona con uno stile scanzonato e (credo) divertente, arricchita da vari aneddoti realmente avvenuti e da numerose fotografie. A chi fosse interessato, darà una buona idea di quello che è stato l’incredibile inizio della mia carriera, con una lettura gradevole e interessante.

5. Hai accennato ad aneddoti autobiografici, quindi c’è qualcosa di te e della tua vita nei tuoi romanzi?
Che domanda! Ma certo! Non è così per tutti? Anche lasciando da parte la mia breve opera pseudo-autobiografica, i miei romanzi sono basati sulle mie esperienze personali e riflettono la mia visione del mondo, personale e politicamente scorretta quanto si vuole, ma MIA.
Ho lavorato e vissuto in mezzo mondo, ho fatto più ore di volo di alcuni piloti professionisti, ho viaggiato e conosciuto centinaia o migliaia di persone diverse e di diverse razze, nazionalità e religione. Ovviamente questo è riflesso nei miei libri. Anche il lavoro del protagonista maschile, Marco, riflette quello che è stato per tanti anni il mio lavoro. Per le storie, ho preso spunto da fatti che mi sono effettivamente capitati e da persone che ho effettivamente conosciuto. Non certo gli attentati terroristici, ma tutto il contorno sì. C’è tanto di me nei miei romanzi, forse troppo. Forse questo è uno dei miei limiti.

6. Immagino che tu sia appassionato di letteratura da sempre, ma hai iniziato a pubblicare le tue opere non più giovanissimo, c’è una ragione particolare?
Mi è sempre piaciuto, e da sempre desideravo scrivere. Sin da ragazzo e avevo scribacchiato alcuni racconti in era pre-computer, quindi ormai irrimediabilmente perduti. Poi nella mia vita lavorativa ho sempre scritto moltissimo, ma solo documenti di lavoro, relazioni tecniche, procedure, specifiche, contratti, verbali e memorie. Avrò dovuto scrivere almeno 25.000 fitte pagine A4, la stragrande maggioranza in inglese. Inoltre sono sempre stato un lettore accanito, di narrativa fiction contemporanea, azione, thiller, fantascienza. Ma non ho mai avuto il tempo di scrivere. Prima l’università di Ingegneria e poi il mio lavoro mi assorbivano talmente da rendere impossibile qualunque hobby. Dal 1979 al 2006 circa ho sempre lavorato una media di 11-12 ore al giorno per almeno 6 giorni la settimana. E non un lavoro “statale” a scaldare la sedia: Tecnico trasfertista estero (e poi manager) per ditte private di montaggi industriali, ove a fine mese bisogna fare il risultato se no ti cacciano via. E negli ultimi anni la ditta era la mia… peggio ancora! Come se fossero state 11 ore al giorno in sala operatoria con il cuore e i polmoni del paziente sparsi sul tavolo e tutte le apparecchiature che non funzionavano! Solo per dare una pallida idea. Solo negli ultimi anni, col diradarsi degli impegni di lavoro, ho avuto il tempo per indulgere in questa passione.

7. Che cosa fai nella vita quando non scrivi? Quali sono gli hobby e i sogni di uno scrittore in erba?
Come ho detto sono Ingegnere, ancora mi capita di fare qualche consulenza a ditte di montaggi industriali, ma ormai sempre meno. La mia ditta è nelle mani del figlio del mio socio e ho smesso di occuparmene. In pratica non lavoro più. I miei hobby? Quasi niente, leggo, scrivo, guardo la TV, viaggio spesso, vado al bar con amici, o al cinema, o in vacanza.
Sogni? Sono molto pragmatico. Non spero di avere successo come scrittore, ho uno specchio e conosco i miei limiti. Ma mi fa piacere che altre persone leggano i miei libri, e mi da molta soddisfazione l’aver pubblicato qualcosa, disponibile in tutto il mondo (anche se purtroppo solo in lingua italiana, per ora)… qualcosa che probabilmente durerà più di me. 

8. Che ne pensi dei tuoi colleghi, gli scrittori che si auto-pubblicano?
Ho conosciuto, solo virtualmente per ora, almeno una trentina di altri scrittori auto-pubblicati. Che ne penso? Beh, sono prima di tutto, “persone”. Come tali, alcuni mi sono risultati simpatici di primo acchito, altri mi hanno colpito poco, li sento lontani o mi sono “indifferenti”; alcuni mi sono sembrati un po’ antipatici. Immagino che lo stesso valga per loro nei miei confronti... e questo è normale. Io ho imparato molto dal confronto e dalle chiacchierate con i colleghi, alcuni mi hanno dato consigli preziosi e spero di essere riuscito a ricambiare. Credo che per la maggior parte degli scrittori self (come per me), la scrittura e la pubblicazione sia soprattutto un hobby. Credo che ben pochi colleghi nutrano delle aspirazioni (o illusioni) di avere successo come scrittori e di guadagnare dei soldi veri. Per me sono solo velleità. Scriviamo in Italiano e nel nostro paese solo un 5% delle persone legge almeno un libro all’anno. Ai limiti dell’analfabetismo. Forse, per assurdo, ci sono più persone che scrivono di quelle che “leggono” seriamente, due-tre libri la settimana. Credo che il serbatoio di possibili lettori italiani sia al massimo un paio di milioni di persone; di cui solo una minima percentuale legge e-book. E le nostre opere sono perse nell’oceano delle pubblicazioni disponibili su Internet. Con queste premesse c’è ben poco da fare. Tanto vale essere realisti e limitarsi a vivere la passione per la scrittura come hobby, ma con tanta pazienza. Perchè comunque lo scrittore (e chiunque crei un’opera del suo ingegno) non desidera altro che più gente possibile veda, legga, conosca la sua opera. 

Grazie per la chiacchierata, Wally. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

Ecco il link al sito Amazon.it, ove è possibile comprare i miei libri al costo di un caffè:

Questo che segue invece è il link al sito americano di Amazon.com ove appare anche una mia breve biografia e ove è possibile aprire i libri e leggere gratuitamente in diretta le prime trenta pagine (più o meno):

Questo che segue invece è il Link a Smashwords, ove si possono acquistare i libri della serie Eroi Imperfetti, per lettori di Kobo o Sony e-reader, o Nook, in Epub e vari formati alternativi al formato proprietario e criptato di Amazon che si può leggere solo su Kindle:
Sono comunque disponibili anche su inMondadori, Feltrinelli e Kobobooks.

Saluti a tutti e grazie.
Wally G. Fin