mercoledì 30 dicembre 2015

Novità in libreria: Anna e lui di Selina De Vivo

È uscito da poco il nuovo romanzo di Selina De Vivo

TITOLO: Anna e lui
AUTORE: Selina De Vivo
GENERE: Narrativa contemporanea
EDITORE: Maglio Editore (collana I Narratori)

Link dell'editore

In un caldo pomeriggio di luglio del 1985, Anna incontra alla stazione ferroviaria di Bologna uno strano individuo, mai conosciuto prima. Ne rimane talmente affascinata, o per meglio dire "folgorata", al punto da seguirlo senza indecisioni. Lui è un uomo particolare, inquietante e seduttore al tempo stesso e non è quello che può sembrare all'apparenza. Il loro incontro durerà solo un giorno e lei, nonostante la forte attrazione per l'uomo, sarà costretta a fuggirgli via senza voltarsi indietro. Dopo trent'anni un'amica di Anna, Sandy, che ha deciso di dedicarsi alla scrittura, vuole raccontare quell'episodio, di cui conosce solo le poche cose che le ha raccontato Anna. Sandy si immergerà in quella vicenda, rimanendone invischiata, suo malgrado, non rendendosi conto pienamente delle conseguenze e di ciò che potrà capitarle. La sua vita rischierà di essere stravolta da quello che scoprirà.

Aforismi #35


lunedì 28 dicembre 2015

Intervista a Dominique Valton

Questa volta facciamo quattro chiacchiere con Dominique Valton, autrice dei romanzi “Le apparenze manipolate”, “Il quaderno di Didine” e “La canzone di Didine”.

1. Ciao Dominique, benvenuta sul mio blog. Per iniziare vuoi parlarci un po’ di te?
Sono una donna eccezionale, una grandissima scrittrice e una splendida creatura… Dai, Roberto, non scherziamo! Sono una signora che ama scrivere senza avere la pretesa di definirsi una “scrittrice”. Amo anche molto leggere e giocare a Bridge. Da qualche mese sono tornata ad abitare nel mio paese d'origine, la Francia, ma continuo a leggere e a scrivere in italiano.

2. Come nasce la tua passione per la letteratura? Ci sono dei libri o degli autori che ti hanno ispirato, che hanno fatto nascere in te la voglia di diventare una scrittrice?
Un giorno, da bambina, che ero a letto con la febbre e da sola, presi un libro a caso – era Les malheurs de Sophie di La contessa de Ségur – che era nella libreria di mia madre che lo aveva letto da piccola. E quel giorno ho scoperto il grande piacere della lettura e non ho più smesso.
Non ho mai preteso di diventare una “scrittrice”- Come si fa ad avere una simile ambizione dopo aver letto Marcel Proust?

3. Ho letto i tuoi libri, nel primo, “Le apparenze manipolate” (qui la mia recensione), Gherarda deve affrontare intrighi e macchinazioni, mentre il secondo, “Il quaderno di Didine” (qui la mia recensione) e il terzo, “La canzone di Didine”, sono dei racconti visti dalla prospettiva di un’orfanella.  Con quale dei tuoi personaggi ti senti più in sintonia? E quanto c’è di te nei tuoi romanzi?
Dipende con quale piede mi alzo la mattina, la vie en rose o la vie en noir...

4. Stai lavorando a qualche nuovo progetto in questo momento?
Sì, certo. Da qualche mese sto scrivendo un nuovo noir, che come il precedente è ambientato a Firenze, la mia città di adozione, e si dipana intorno alla scomparsa di una giovane donna: Désirée. La cosa più complessa? Trovare un titolo che mi soddisfi!

5. Il self publishing per te è una scelta o un ripiego? Hai provato a cercare un editore?
È una semplificazione: mi evita l'ansia di aspettare il postino che mi porterebbe delle improbabili risposte da parte di editori che mi direbbero: ci spiace, ma il suo lavoro non trova collocazione adeguata nelle nostre linee editoriali. Come puoi capire, gentile Roberto, non mi sono mai cimentata in questa caccia all'editore. 



6. Cosa pensi della situazione editoriale in Italia?
Tragica, non fosse che alle volte mi fa anche “arrabbiare”. È deprimente vedere osannate certe mediocrità e scoprire in fondo alla classifica di Amazon certe “perle” di sicuro valore letterario.

7. Come sono i tuoi rapporti con i “colleghi”, gli altri scrittori indipendenti? C’è qualche libro, in questo ambito, che ti ha colpito particolarmente?
Non ho quasi nessun rapporto con gli altri Self per mancanza di tempo, ma li leggo spesso volentieri.

8. Scrittura e social network: pensi che sia un connubio felice?
Lo credevo, almeno all'inizio, però vedendo i palesi “scambi di cortesia” tra autori emergenti, ho smesso di farmi influenzare dalle recensioni pubblicate sul Web.

9. Sogni nel cassetto? Quali sono le tue aspettative come scrittrice?
Ribadendo che non mi sento una scrittrice, la mia unica aspettativa è di distrarre un lettore, il tempo che potrà impiegare a leggere un mio libro, di divertirlo e fargli compagnia.

Grazie per la chiacchierata. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

Fino ad oggi ho pubblicato solo su Amazon, li trovate a questo indirizzo:


Fine dell’anno, tempo di bilanci


Fine dell’anno, tempo di bilanci. In questo blog mi occupo di letteratura indipendente, giunti ormai alla fine del 2015 voglio ricordare i migliori libri che ho recensito quest’anno. Li cito in ordine sparso, senza nulla togliere a chi non si ritroverà nelle prossime righe, tutti i testi di cui parlo in Chiacchiere e distintivo li trovo meritevoli, questa non è una classifica, voglio solo evidenziare quelli che, per un motivo o per l’altro mi hanno colpito particolarmente. Ho scelto titoli che ho letto nel corso degli ultimi dodici mesi, indipendentemente dalla data di pubblicazione.

Inizio dall’ottimo Joshua di Massimiliano Riccardi. La storia di un serial killer che, se portasse la firma di Lee Child o Jeffery Deaver, sarebbe senza dubbio in classifica fra i più venduti. Nel genere fantascientifico è d’obbligo citare la trilogia Il mondo brucia di Gianluca Ranieri Bandini, che merita una menzione anche per la sua ormai cospicua produzione in quest’ambito, tutta di alto livello. Rimanendo dalle parti della fantascienza non posso dimenticare Missing Time di Riccardo Pietrani, per il quale vale il discorso fatto per Bandini, e il racconto lungo Teutovirus di Mario Pacchiarotti, utopico e surreale. Cosa rimane di noi di M.S. e La resa degli innocenti di Irma Panova Maino hanno un tema simile, quello del rapimento di bambini, anche se nel secondo caso c’è una deriva “soprannaturale”; li consiglio entrambi. L’ombra del castigo di Jacques Oscar Lufuluabo è un thriller “sui generis” che sicuramente risulterà gradito anche a chi non ama particolarmente il giallo. Di genere completamente diverso è Il quaderno di Didine di Dominique Valton, una fiaba per grandi e piccini. I colori della favola si trovano anche nel commovente Sono nato troppo presto di Giovanna Avignoni, nonostante affronti un tema tutt’altro che leggero. Hotel Praga di Pierluigi Tamborini, ho concluso la mia recensione con questa frase: “In un altro universo, migliore del nostro, è sicuramente un best seller.” Che altro aggiungere? Se volete viaggiare senza muovervi dal vostro divano leggete 5 anni in Australia di Wally G. Fin, resoconto di un periodo lavorativo, ricco di gustosi aneddoti, che l’autore ha passato in quella terra lontana. Ricordo che Wally ha attinto alle sue esperienze di viaggio per creare la saga spy-fi Eroi Imperfetti. Un romanzo che parla di romanzi è La grande menzogna di Antonella Sacco, nel quale, come di consueto, l'autrice sfodera una prosa e una trama notevoli. Potrebbe sembrare un romance La fragranza dell’assenza di Concetta D’Orazio, ma questo libro ha una profondità, una classe e uno spessore sconosciuti agli epigoni delle 50 sfumature. Un volume che non potrei dimenticare di citare è Numeri a perdere di Riccardo Gavioso, in ogni capitolo abbina un articolo di grande giornalismo a un racconto di livello assoluto. Doppia menzione per Michael Tangherlini: SteamLily e Le cose in cui crediamo attingono allo stesso singolare mondo creato da questo autore, un’Inghilterra popolata da morfi, ibridi umani-animali; non solo ci sorprendono, ma ci fanno anche riflettere, come metafora della nostra società.

Se volete leggere le mie recensioni dei libri che ho citato cliccate sui titoli evidenziati.

Auguro a tutti un 2016 di buone letture, ricordando che chi non legge vive una sola vita, chi lo fa ne vive innumerevoli.

domenica 27 dicembre 2015

Intervista a J. Oscar Lufuluabo

Per lo spazio interviste incontriamo J. Oscar Lufuluabo, autore del thriller L’ombra del castigo.

1. Ciao Oscar, benvenuto sul mio blog. Vuoi dire qualcosa di te ai miei lettori?
Domanda impegnativa. Una di quelle che mettono più in difficoltà. Diciamo che sono un tipo lunatico. Sognatore e creativo, ma al tempo stesso razionale. Amo la piacevole compagnia, ma non disdegno il silenzio e la solitudine. Mi ritengo un viaggiatore. E il mezzo che uso per spaziare in lungo e in largo è la fantasia. Il modo più comodo e potente che conosca per esplorare me stesso e ciò che mi circonda.

2. Come nasce e che importanza ha nella tua vita la passione per la scrittura? Ci sono degli autori che ti hanno influenzato, o che semplicemente ti piace citare come i tuoi preferiti?
È nata un po’ per caso. Prima lavoravo nel campo del disegno. Il mio mondo era fatto di fumetti. Poi mi sono reso conto che la parola va ben oltre le immagini. Anche perché la fantasia è uno strumento bizzarro. Più gli dai e meno ricambia. Se vuoi che partecipi, devi tenerla a digiuno. Perciò ora apro la porta al lettore, lo accompagno, ma poi sta a lui creare la magia del mondo in cui viaggia.  
Per quanto riguarda gli autori, non amo generalizzare. Alcuni li apprezzo per lo stile originale e altri per le emozioni che sono in grado di trasmettere. Non sto qui a fare la lista dei nominativi. Ciò che di certo mi ha influenzato sono quelle scene inattese, paragrafi, o anche singole frasi, che di prepotenza sono riuscite a far breccia nella mente e generare un cambiamento.

3. Per il momento hai “dato alle stampe” il romanzo L’ombra del castigo (qui la mia recensione), un thriller le cui vicende ruotano intorno a un centro di recupero tossicodipendenti. Quanto è stato importante il lavoro di ricerca prima della stesura del testo?
Ha avuto un ruolo fondamentale. Ho iniziato la prima stesura del romanzo dopo due o tre mesi di ricerche. Non avendo alcuna esperienza in materia sono dovuto praticamente partire da zero. In fondo è questo il bello di cimentarsi in qualcosa di nuovo. La possibilità di scoprire nuovi orizzonti.

4. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?
Ci sono due romanzi in cantiere. Un giallo e un altro sul genere avventuroso futuristico.

5. Come sei arrivato all’autopubblicazione, hai provato a contattare le case editrici o è stata una tua scelta fin dall’inizio?
Inizialmente valutavo solo le case editrici. Dopo vari tentativi andati a vuoto, ero stato contattato da una di queste per la pubblicazione. In fase di editing però abbiamo avuto divergenze di opinioni e ho preferito interrompere i rapporti. Poi la Rizzoli ha indetto un concorso, dove ad essere valutate erano proprio le opere realizzate col self publishing. Così ho deciso di avventurarmi in un mondo fino allora sconosciuto.

6. Quali sono, secondo te, i pro e contro dell’essere un autore indipendente?
Il vantaggio più grande è di certo il poter pubblicare senza dover sottostare alle decisioni di altri. Scrittori sconosciuti possono ritagliarsi uno spazio di mercato che le case editrici non sarebbero disposte a concedere. Pare brutto dirlo, ma per pubblicare con l’editoria tradizionale, occorre avere un nome conosciuto, o i giusti agganci nel settore, o molta molta fortuna. Altrimenti è difficile essere presi in considerazione. La bravura dello scrittore conta ben poco. Specie in Italia.
Logicamente c’è il rovescio della medaglia. Optando per l’autopubblicazione occorre gestire tutto da soli. Lo scrittore è costretto a ricoprire tutti le figure che intercorrono nella fase di pubblicazione di un libro. Dal correttore di bozze all’editor  al promoter di se stesso. 

7. Sei piuttosto attivo nei social network, li ritieni uno strumento importante per uno scrittore?
Certamente. Uno scrittore noto può farne a meno, ma quello che deve farsi strada non può assolutamente trascurarli. La pubblicità è la base per ogni tipo di marketing. Di tutti i mezzi di comunicazione ritengo che i social network, accessibili a costo zero, siano il mezzo più indicato per autori poco noti. Oltre che a pubblicizzare il proprio prodotto, questi permettono al contempo di dare un immagine di sé, di allacciare rapporti interpersonali e avere riscontri da parte del pubblico anche nell’immediato. 

8. Come sono i tuoi rapporti con gli altri autori?
Ottimi direi. Confrontarsi con chi ha la tua stessa passione è piacevole e costruttivo. Chi lavora nello stesso campo è in grado non solo di fornire critiche costruttive, ma anche eventuali rimedi a quelli che sono i tuoi punti deboli.

9. Cosa pensi dell’ebook e quale prevedi che sarà il suo peso nell’editoria nel prossimo futuro?
Direi che la risposta è già sotto i nostri occhi. In pochi anni l’editoria digitale ha conquistato una fascia di mercato notevole. Offre al lettore molteplici vantaggi. Dal risparmio economico alla comodità di poter portare in una tasca tutta la propria libreria. Le stesse case editrici, ormai, non si limitano al formato cartaceo. Ogni libro ha la sua versione in ebook. Dimostrazione che queste in primis sono consapevoli dell’enorme potenziale di un mercato in espansione.

10. Come valuti il riscontro dei lettori riguardo al tuo romanzo? 
Fino ad ora molto buono. Ad essere sincero, migliore di quanto mi sarei aspettato. Ho ricevuto un buon numero di riscontri positivi e le cose sembrano procedere per il meglio. Anche le vendite continuano ad aumentare, per cui non posso lamentarmi di nulla. Non è mancato qualche lettore che ha messo in luce la propria delusione per come ho affrontato alcuni passaggi nel romanzo. Ma anche in questi casi sporadici, il giudizio non è mai stato totalmente negativo. La storia nel complesso ha avuto un’ottima riuscita.

11. Quali sono le tue aspettative, relativamente alla tua attività di scrittore?
Nell’Italia di oggi vedo difficile crearsi delle aspettative su tale professione. Continuerò a scrivere per la passione di farlo. Se poi la fortuna vorrà regalarmi risvolti favorevoli e inattesi, saranno i benvenuti. 

Grazie per la chiacchierata Oscar. Per finire ci puoi indicare qualche link dove trovare il tuo libro?



martedì 22 dicembre 2015

Recensione: Le cose in cui crediamo di Michael Tangherlini


Questo romanzo è il sequel di “Venus at the Mirror”, di cui avevo parlato in una recensione precedente. Ritroviamo gli stessi personaggi, in particolare la protagonista, Lillian Edgecombe, più matura, sicura di se, con una maggiore consapevolezza del suo essere “speciale”. Sì, perché lei è una “morfa”, un ibrido fra un essere umano e un animale, nel suo caso un tasso. Accettata la particolarità del mondo creato da Tangherlini, un’Inghilterra alternativa, nella quale convivono, talvolta a fatica, umani e morfi, siamo pronti a seguire la vita di Lilian e Mills, giovane coppia come tante, alle prese con le comuni relazioni lavorative, di amicizia e d’amore. Ma un evento misterioso si insinua in questa apparente tranquilla quotidianità, con le sembianze di due “cuccioli” abbandonati e ritrovati casualmente in un bidone dell’immondizia. È l’inizio di un’avventura dai risvolti inquietanti, in cui c’entrano la manipolazione genetica e le macchinazioni di politici populisti e senza scrupoli. 

Ancora una volta l’autore imbastisce una bella commistione di generi letterari, dal romance, al thriller, al romanzo di formazione, per usarla come metafora della nostra società, ancora restia ad accettare la diversità come un vantaggio, piuttosto che un danno.


giovedì 17 dicembre 2015

Intervista a Massimiliano Riccardi

Quattro chiacchiere con Massimiliano Riccardi, che ha da poco pubblicato il romanzo Joshua. 

1. Ciao Massimiliano, benvenuto sul mio blog. Vuoi dirci qualcosa di te?
Disastro è la parola che mi definisce meglio: mille lavori, casinista nei rapporti amorosi, figli con mamme diverse, viaggiatore, irrequieto e inquieto. Credo però di essere una persona positiva, non mi arrendo mai. Nelle difficoltà scorgo possibilità diverse.

2. Hai appena pubblicato Joshua (qui la mia recensione), a te la parola.
L'ho scritto quasi di getto, stimolato da fatti realmente accaduti, l'esagerazione narrativa e la sovraesposizione di immagini forti è stata catartica. Scrivere è stato un buon modo per elaborare fatti dolorosi.

3. Credo che una delle fasi più interessante della scrittura sia quella in cui si forma l’idea della storia; come nasce il tuo romanzo?
Come dicevo nasce da accadimenti reali, ovviamente più sfumati e non così drammatici come nel romanzo, ma certamente dolorosi per chi a suo tempo ne è rimasto coinvolto.  Ho voluto guardare a quei fatti come un osservatore lontano, senza giudizi, ho lasciato che i personaggi si raccontassero da soli.

4. Quali sono le tue aspettative su questo libro? Sei soddisfatto del riscontro che ha avuto finora?
Mi aspetto dei buoni riscontri, ricevo molte mail di apprezzamento e giudizi favorevoli fatti di persona dai tanti amici e colleghi che lo hanno letto.  Tutto ciò mi confonde e mi sorprende.

5. Quando è nata in te la passione per la scrittura?
Ho sempre giocato con la scrittura, sempre, sin da ragazzino, in modo più o meno maldestro. Alla base di tutto c'è la mia passione compulsiva nei confronti della lettura: libri in camera da letto, sulla cesta del bagno, in cucina, dovunque.

6. Hai degli autori che ami particolarmente, qualcuno che ti ha ispirato?
Negli anni ho privilegiato la saggistica inerente alla storia, ma il romanzo è, e rimane, il primo e unico amore. Potrei sciorinarti una serie di autori che mi permettano di fare bella figura, ma preferisco dirti che ho letto con passione tutti i classici del noir e del thriller con identica intensità e piacere, non mi fermo qui, scopro sempre nuovi autori, non necessariamente di genere, che mi intrigano  e mi danno belle emozioni.

7. Scrivere ai tempi di internet: vantaggi e svantaggi, se ce ne sono, secondo te.
Vedo solo vantaggi.

8. Si parla da tanti anni della crisi dell’editoria, dello scarso numero di lettori ecc. Tu come la vedi?
Credo che sia vero, l'editoria è in crisi, o forse sono in crisi le persone che non hanno più la pazienza e la voglia di regalarsi il tempo necessario per affrontare le pagine di un libro. Mah!

9. Progetti futuri e sogni nel cassetto, almeno come scrittore…
Guerre di religione permettendo, salve le eccezioni date da eventuali tragedie geopolitiche, vorrei poter continuare a scrivere, vivere, amare… veder crescere i miei figli serenamente.

Grazie per la chiacchierata, Massimiliano. Ci puoi indicare dove possiamo trovare il tuo romanzo?

Recensione: Joshua di Massimiliano Riccardi


Il male, spesso, ha radici concrete, non nasce per caso, non si genera dal niente, ha bisogno di un seme e di essere coltivato, deve trovare un ambiente adatto per crescere e svilupparsi.
Questo seme trova un terreno fertile nell’animo di Joshua, uno dei due protagonisti del romanzo di Massimiliano Riccardi, quello che da il titolo al libro. Il suo percorso di vita, fatto di violenza e abusi, si svolge nella profonda provincia americana, uno scenario perfetto per una normalità di facciata e i terribili segreti di un’esistenza solitaria, segnata dall’odio e dal rancore. Gli si contrappone lo sceriffo Stark Dumpsey, un uomo giusto, che per indole e, forse, casualità, ha deciso di seguire la retta via, con tutte le difficoltà e i drammi che questa scelta comporta. In Joshua non si deve arrivare alla fine con il dubbio su chi sia il colpevole, è chiaro fin dall’inizio da che parte stanno gli attori di questo racconto. È anche nel mettere le carte in tavola fin da subito che sta la forza del romanzo, nel procedere a ritroso dipanando i tanti nodi che l’intreccio narrativo propone al lettore. Non ho usato il termine “attori” per caso, il taglio del libro, con i suoi repentini stacchi, dissolvenze e flashback, è decisamente “cinematografico”, con frequenti rimandi a un immaginario collettivo che è consolidato e perfettamente inquadrato nel genere.
Una storia dalle tinte molto forti, assecondata da una scrittura fluida e matura, fa di questo romanzo un ottimo esempio di letteratura noir, al punto da stupire, se si considera che questo è, di fatto, un esordio.
Massimiliano Riccardi dimostra di aver appreso in pieno la lezione dei maestri d’oltreoceano e si candida a diventarne un degno erede.

mercoledì 16 dicembre 2015

Auguri e promozione di Natale


Fino al 31 dicembre tutti i miei ebook a solo 0,99 €, gratis per chi ha Kindle Unlimited.

Novità in libreria: Il sonno della ragione di Manuel Fondato

TITOLO: Il sonno della ragione
GENERE: Narrativa Contemporanea
AUTORE: Manuel fondato
EDITORE: Historica

Link per l'acquisto su Historica Edizioni
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SINOSSI
Roma 1964, in seguito all’improvvisa morte del padre, principale collaboratore del potentissimo ministro Umberto De Francesco e alla nuova relazione della madre con il giornalista Eugenio Conforti, il giovane Paolo Basile decide di andare via di casa, nonostante il grandissimo legame con la sorella Giulia, ancora adolescente. Sceglie di arruolarsi come ufficiale nei Carabinieri per poter proseguire gli studi in Accademia e chiede aiuto proprio a De Francesco, che lo accontenta anche per sottrarlo all’influenza di Conforti suo feroce oppositore. Diventato Capitano, Paolo viene notato dal Generale Tiziano D'Onofrio, che sta costituendo a Torino un nucleo speciale per contrastare l’emergente fenomeno del terrorismo. Affascinato dal carisma del superiore, accetta di farne parte, pur consapevole di andare incontro ad una vita semiclandestina senza orari ed affetti.
Una notte durante un posto di blocco i suoi uomini fermano un’auto e gli portano i documenti della coppia che è all’interno. Nonostante il nome e il taglio di capelli differenti, Paolo, osservando la foto della donna, crede di riconoscere sua sorella Giulia.

NOTE BIOGRAFICHE
Manuel Fondato è nato a Roma il 4/3/1976.
Già consulente per la comunicazione alla Regione Lazio, per Zètema s.r.l. municipalizzata preposta all'attività dei musei della città di Roma, capo settore della Presidenza del Consiglio Comunale nell'Ufficio stampa del Comune di Roma dal 2008 al 2013.
Scrive per il quotidiano Il Tempo di politica. Si è occupato fenomeno del terrorismo in Italia in numerosi articoli e interviste ai protagonisti di quegli anni, tra cui il Generale Umberto Rocca, medaglia d'oro al valor militare in seguito alle menomazioni causate dal conflitto a fuoco in cui perse la vita Mara Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse e Maria Ricci, vedova di Domenico, autista di Aldo Moro caduto in via Fani. Quest'ultimo contributo è stato utilizzato dall'Associazione vittime del terrorismo per diverse mostre realizzate a Torino e Roma.



sabato 5 dicembre 2015

Recensione: Teutovirus di Mario Pacchiarotti


Un racconto lungo che si colloca nel filone della fanta-sociologia, direi anche utopica. Un ricercatore mette a punto un virus capace di manipolare le abitudini di un intero ceppo culturale, spinto da un distorto senso umanitario decide di tenere la sua scoperta nascosta al mondo e diffonde il contagio, ma qualcosa va storto e i risultati sono imprevedibili. L’autore gioca con gli stereotipi e i cliché che da sempre accompagnano i cittadini delle varie nazioni, creando uno scenario intelligente e profondo, che fa riflettere e, talvolta, sorridere amaramente. Mario Pacchiarotti probabilmente è un inguaribile ottimista, non è nuovo a questi disegni di riscatto dell’umanità; in questo caso, come ultima ratio, affida alla fede nella scienza il compito di estirpare i tanti mali della società. Un testo con più chiavi di lettura, un meccanismo perfetto uscito dalla penna di un narratore tanto abile quanto visionario. Certo che in Teutovirus gli scienziati non sono molto fortunati… 

lunedì 30 novembre 2015

Novità in ebook: Teutovirus di Mario Pacchiarotti

Esce oggi il racconto di fantascienza Teutovirus, nella collana Sad Dog Project.

TITOLO: Teutovirus
GENERE: Fantascienza
AUTORE: Mario Pacchiarotti
EDITORE: Sad Dog Project

Link per l'acquisto su amazon

SINOSSI
Cosa succede se immaginiamo un mondo dove i preconcetti razzisti sono davvero validi? Dove la genetica determina senza scampo le qualità della gente? Cosa succede se in quel mondo uno scienziato geniale, bonaccione ma razzista decide di cambiare le cose? 
Con Teutovirus l'autore crea una storia dove i luoghi comuni vengono resi realtà solo per potervi poi ironizzare sopra. Una dimostrazione "per assurdo" della poca consistenza di certe tesi razziste che vengono messe alla berlina proprio supponendole vere. 
Da leggere con le parole di Rita Levi-Montalcini ben impresse nella mente: “Sono convinta che non esistano le razze, ma i razzisti”. 
E voi? Non avrete mica paura di beccarvi il Teutovirus vero?

sabato 28 novembre 2015

Novità in ebook: I tuoi occhi sono qui di M.S.


Esce il 3 dicembre su amazon il nuovo romance di M.S.



TITOLO: I tuoi occhi sono qui
GENERE: Narrativa Contemporanea, Romance
AUTORE: M.S.
EDITORE: Self publishing

Link per prenotarlo su amazon


SINOSSI
Giò non ha più un volto. Non incontra più nessuno, non vuole essere giudicata per quello che è diventata, per il mostro che è di fronte agli occhi di tutti. 
Dave è un’oculista che ha perso la voglia di andare avanti, di cercare la felicità. 
Non si conoscono e l’unica motivazione che li tiene ancorati alla vita sono i loro figli. Solo dalla loro spontaneità nasce il primo incontro tra i loro genitori: “Le persone ferite si curano meglio a vicenda”.
Tutti portiamo delle maschere, tutti abbiamo dei segreti che ci hanno reso quello che siamo. Tutti abbiamo la pelle diventata più dura, pronta a subire altre ferite. Solo pochissime volte si incontra la persona capace di vedere oltre la maschera, oltre il segreto, oltre la dura scorza cresciuta nel tempo.
Ma la domanda è una sola: avremo il coraggio di vedere questa bellezza?

giovedì 26 novembre 2015

#NevicanoLibri


Vi segnalo l'iniziativa #NevicanoLibri. Queste le parole dei promotori:

"Abbiamo chiuso le liste per l’evento #NevicanoLibri e, da quanto è arrivato, si prospetta una promozione come non ne avete viste prima. Questi i numeri di #NevicanoLibri
13 editori e 30 autori self per un totale di 462 titoli. Un numero impressionante, oltre il doppio di quello totalizzato nel nostro precedente evento (#LaNotteBiancaDegliEbook).

Dunque, nei tre giorni di promozione che, vi ricordiamo, saranno dal 2 al 4 dicembre, i lettori avranno di che sbizzarrirsi fra i libri che troveranno in offerta e sarà, questa, una splendida occasione per fare dello shopping natalizio, pensando anche ai regali che potrete fare per donare gioia. In questi giorni, quelli che precedono l’inizio dell’evento, i blog letterari che partecipano a questa iniziativa, riuniti sotto la denominazione Blog Crossing (Gli Scrittori della Porta AccantoParliamo di LibriBooks Hunters Blog e Il Mondo dello Scrittore), metteranno a disposizione tutte le liste dei titoli che saranno posti in offerta nei tre giorni promozionali, già ora potete notare che alcuni si stanno preparando e molti libri risultano già scontati. Quindi, non perdetevi l’occasione, davvero ghiotta e, nel frattempo, fatevi una passeggiata fra le pagine di:


Vi ricordiamo che diversi libri verranno offerti in formato digitale, altri in cartaceo e, altri ancora, in entrambe le versioni. I blogger che volessero condividere con noi l’iniziativa, siano così cortesi da inserire l‘hashtag #NevicanoLibri e di segnalare il link all’articolo nella pagina facebook Blog Crossing."

venerdì 13 novembre 2015

Novità in libreria: La splendida storia di Emilio di Luca Bechelli


TITOLO: La spendida storia di Emilio
GENERE: Narrativa contemporanea
AUTORE: Luca Bechelli
EDITORE: Nicomp Laboratorio Editoriale

Link per l'acquisto su Ibs

L'autore ha voluto raccontare una parte della vita del suo amico Emilio. Una storia davvero straordinaria, ricca di colpi di scena, raccontata con quel giusto disincanto che permette di far emergere sia gli aspetti più divertenti che quelli drammatici, ma senza scadere nel sentimentalismo. Emilio è un ragazzo di 14 anni che i genitori, in partenza per il Belgio per motivi di lavoro, lasciano a Firenze, col solo appoggio iniziale di una sorella. Dovrà imparare a sopravvivere, apprendere un mestiere, schivare personaggi ambigui. Inevitabilmente incapperà in momenti complessi, rischiosi e difficili. Sul lavoro, come nelle sue storie d'amore. Subirà il fascino di persone sbagliate e dovrà uscire da un difficile intrigo in cui una donna senza scrupoli l'ha fatto precipitare. Nel frattempo mille altre situazioni che occupano l'arco di un decennio, quello che va dal 1970 al 1980 circa, si innestano in questa vicenda.

venerdì 6 novembre 2015

Novità in libreria: Joshua di Massimiliano Riccardi

TITOLO: Joshua
GENERE: Noir
AUTORE: Massimiliano Riccardi
EDITORE: CinqueMarzoLibri

PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
Con grande piacere annuncio l'uscita del mio Romanzo. Joshua. E' un libro che mi ha dato molta soddisfazione, l'ho amato sin dal primo momento in cui l'idea era solo un abbozzo nella mia testa. Un noir inconsueto, una bella storia, dura, cruda. Potete ordinarlo in libreria o attraverso il sito della casa editrice Edizioni Cinquemarzo

Link dell'editore

SINOSSI
Il male esiste. Esistono gli uomini che lo commettono come ci sono coloro che cercano di fermarlo. Ma tutto ciò che è malvagità è davvero definito e facile da riconoscere? Chi agisce nella zona d'ombra commettendo atti miserabili e sempre e soltanto lui a essere un mostro? Forse pensare al singolo atto di cattiveria distrae da quello che è il vero problema. "La fabbrica dei mostri". Esseri spregevoli, insospettabili. Con le loro azioni lasciano in eredità un fardello di marciume e squallore che alimenta l'infinita e tragica "catena di montaggio" produttrice di dolore e sofferenza. A causa di una serie di efferati delitti che sconvolgono una tranquilla cittadina di provincia, gli investigatori si troveranno a ripercorrere, ognuno secondo le proprie inclinazioni e livello di sensibilità, il sentiero dell'oscura memoria. Un serial killer spietato e la sua macabra follia, saranno lo spunto per porsi domande fondamentali sulla vita, sull'amore, sull'infanzia rubata e tradita.  

domenica 25 ottobre 2015

Intervista per il blog "negliocchienelcuore" di Nunzia Assunta D'Aquale


"Roberto Bonfanti ha rilasciato la sua intervista tramite telefono cellulare. Ho ritenuto molto interessante la sua vivace interazione e collaborazione con altri autori indipendenti." (continua a leggere sul blog negliocchienelcuore)

mercoledì 21 ottobre 2015

Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più



Nelle ricorrenti discussioni sui gruppi letterari di facebook la domanda se il film è all’altezza del libro da cui è tratto viene subito dopo la questione ebook/cartaceo e la diatriba fra chi è pro o contro i libri di Fabio Volo. Sull’ebook mi sono già espresso, su Volo non ho niente da dire, sui film, invece, mi va di spendere qualche parola. ça va sans dire che la butto un po’ in farsa come sempre, che ci volete fare, lasciatemi divertire.

Voi andate al cinema? Sì? Quante volte qualcuno vi ha chiesto com’era quel film e voi avete risposto: “Bello, ma il libro mi è piaciuto di più”? È quasi un cliché. Ci sono delle riflessioni da fare su questo punto. Prendiamo “Il nome della rosa”, grande romanzo, niente da dire, Eco è uno che ci sa fare con le parole. La sera, prima di dormire, leggo e mi appassiono alle vicende di Guglielmo da Baskerville, il mattino dopo vado all’ufficio postale per pagare la bolletta del gas e lo trovo lì, in fila per riscuotere la pensione, il mio francescano, uguale uguale, con lo stesso sguardo profondo e disincantato di chi ne ha viste tante, esattamente come me lo ero immaginato. Mi sorprendo a sbirciare se sotto il loden ormai liso indossa il saio d’ordinanza, ne studio il portamento grave e il movimento della testa che segue ciò che guardano gli occhi, il misurare ogni particolare di quello che lo circonda. Ok, non ha la barbetta corta che mi ero immaginato, si sarà rasato, avrà voluto cambiare look. Ho la mia immagine personificata e ogni volta che ne leggo le gesta lo visualizzo come mi è apparso quella mattina. Poi vedo il film, onestamente devo ammettere che anche questo è di ottimo livello, ma non trovo il mio anziano, Guglielmo è (sorpresa!) Sean Connery. Bravo, ottimo attore, ma il fatto è che… che io me lo ricordo a petto nudo, con i baffoni e il codino intrecciato, un mezzo selvaggio, che prima si intrufola di soppiatto dentro un testone di pietra volante, poi pianta un casino in una comune di fricchettoni immortalmente annoiati. Oppure finto spagnolo mentre fa a spadate nella brughiera dei suoi avi, scorrazzato in sidecar dal figlio per amore dell’archeologia, poliziotto implacabile alla caccia di Al Capone… e ora me lo ritrovo qui, uomo di fede e di scienza, alle prese con il vecchio cieco e invasato Jorge, il nemico del buonumore. E quindi mi si sovrappone tutto, mille facce per un unico volto, mi aspetto che dica qualcosa per farmi capire che sa che io ho capito, almeno che mi faccia l’occhiolino, così, un piccolo gesto, di sfuggita, quasi un tic, senza che il regista se ne accorga. Sì, lo ammetto che questi sono discorsi da alieno caduto sulla terra da un pianeta lontano, dove ogni cosa ha un solo nome e ogni nome indica una cosa sola. Lo so che il cinema è finzione. Ma se la finzione è tutta nella mia mente, in questa mia fiction non c’era proprio un ruolo per il pensionato delle poste? Mi era piaciuto tanto riconoscere in lui l’ex inquisitore, era il protagonista perfetto del mio film. Non sarebbe stato all’altezza? Ma se sembrava così credibile mentre chiedeva all’impiegata: “Signorina, ma questo mese non c’era l’aumento?”. Mai più! Da ora in poi la faccia di Guglielmo avrà il volto di Connery, nei secoli dei secoli. Vecchio mio, sei stato scartato al casting, la parte te l’ha soffiata l’azzimato playboy scozzese che, anche se non veste in smoking e non si circonda più di belle donne, rimane 007 nell’anima. Me lo immagino la sera, nell’intimità della sua cella monacale, che si fa un martini, agitato e non mescolato, o mentre, soprappensiero, gli scappa la fatal battuta: “Il mio nome è Da Baskerville. Guglielmo Da Baskerville”. 
Con questo non voglio affermare la superiorità della parola stampata sul cinema, non la penso così, almeno non in termini assoluti, vorrei solo far notare il diverso approccio della lettura rispetto alla visione. In una società che ci sommerge di immagini la capacità che ha il libro di stimolare la nostra immaginazione, di farci “vedere” con la mente è ancora, più di ieri, una facoltà da coltivare e conservare. Altrimenti ci ridurremo a meri fruitori di fantasie preconfezionate da altri, a una protesi passiva del nostro telecomando e del nostro divano.

P.s. Avete riconosciuto i film di Connery a cui ho accennato? Quasi tutti sono facili da indovinare, uno un po’ meno…


(A)social network


I social network sono sempre esistiti, solo che un tempo non si chiamavano facebook o twitter, ma cerchia degli amici, bocciofila o circolo degli scacchi. (continua a leggere su Books Hunters Blog)

lunedì 12 ottobre 2015

domenica 11 ottobre 2015

Recensione: L’ombra del castigo di Jacques Oscar Lufuluabo


La vicenda narrata ne “L’ombra del castigo” ruota intorno al centro recupero tossicodipendenti “VitaNuova”; l’omicidio della giovane psicologa Rosa scatena una serie di altri delitti, apparentemente slegati fra loro, ma che invece derivano dai complicati legami delle persone in gioco. Solo la determinazione e la sagacia del commissario Nardi (figura ben disegnata e realistica), e dei suoi assistenti, riuscirà a far luce su fatti che, altrimenti, rimarrebbero oscuri.
L’intreccio, molto ben costruito, si rivela più complesso di quanto appare a prima vista, le azioni dei protagonisti nascondono, in realtà, macchinazioni e misteri profondi, con un continuo ribaltamento di prospettive che, nella migliore tradizione del thriller, trova soluzione solo nel finale.
Ho apprezzato lo stile di Jacques Oscar Lufuluabo, ricco ma non ridondante, particolarmente abile nel tratteggiare situazioni e stati d’animo dei personaggi, capace di colorare di sfumature diverse un romanzo che, pur avendo tutti i requisiti del giallo, risulta limitativo inquadrare in un genere ben definito. Lo consiglio a tutti i lettori.


giovedì 3 settembre 2015

Novità in ebook: Le fiabe di Miss Frances

Appena uscito su amazon Le fiabe di Miss Frances

GENERE: Fiabe, libri per bambini e ragazzi
AUTORE: Miss Frances
EDITORE: Self publishing

Link per l'acquisto su amazon



Dall'introduzione:

Potete immaginare me, cioè Miss Frances, come un’anziana signora dai capelli candidi o come un’avventurosa esploratrice ma anche come una vicina un po’ svampita con la testa sempre fra le nuvole.
Non è importante chi racconta le fiabe, l’importante è che ci sia qualcuno che le racconta.
Spero che le mie piccole storie vi piacciano.

I protagonisti:

Lia, una bambina che ama tantissimo i libri illustrati e quando ne sfoglia uno inizia a volare con la fantasia, giorno conosce Oscar, un gatto molto speciale, che le insegna un gioco speciale, grazie al quale conoscerà tanti nuovi amici.
Due ragazzini che giocano a calcio e che sono amici anche se uno è il più bravo del campionato e l'altro il campione degli imbranati.
Un altro bambino che ha paura del fornaio che ha sempre un'espressione seria e non sorride mai.
Un leone e il suo amico leopardo, che lo convince a partire per una gita in barca anche se lui detesta bagnarsi anche la punta delle zampe.
Un'elefantessa che sogna un luogo bellissimo e decide di raggiungerlo, perché è convinta che esista anche nel mondo reale.

giovedì 30 luglio 2015

Recensione: Faerietorches di Pier Virgilio Vassalli


Il protagonista di questo breve romanzo è il prescelto di un test per futuri astronauti. Dopo l’incipit che spiega la situazione si viene trasportati in un regno tipicamente fantasy con molti riferimenti ai giochi di ruolo, fra fate, orchi e maghi. Pur non essendo propriamente un appassionato del genere ho trovato la scrittura molto fluida e lineare, forse con troppi accenni alle terminologie, alle regole e ai meccanismi tipici del role playing, ma, ripeto, probabilmente questo deriva dalla mia scarsa conoscenza di questo tipo di letteratura. In sostanza un bel racconto, molto fantasioso e a tratti anche poetico. Il finale mi è sembrato un po’ troppo repentino, per quanto lasci spazio a ulteriori sviluppi, per esempio a una saga ambientata in questo universo fantastico.

mercoledì 22 luglio 2015

Libro ed ebook (Ancora!? Sì, ma dal punto di vista tecnologico)


Attenzione! Il seguente articolo (parolone…) contiene fatti e concetti già espressi innumerevoli volte in passato, in particolare sui social network. Quindi non aspettatevi niente di nuovo, di particolarmente illuminante e definitivo, è tutta roba fritta e rifritta, anzi, credo proprio che qualcuno di voi troverà irritanti le mie considerazioni. (continua a leggere su Books Hunters Blog)

lunedì 13 luglio 2015

Intervista a Gianluca Ranieri Bandini

Incontriamo Gianluca Ranieri Bandini, autore di numerosi romanzi, fra cui le trilogie “Il Mondo Brucia”, “Vivere o Morire” e “Il Ciclo dei Mondi”.

1. Ciao Gianluca, benvenuto sul mio blog. Due parole su di te per i lettori di Chiacchiere e distintivo?
Ciao a tutti. Posso dirvi che adoro la cucina giapponese, gli animali (particolarmente i gatti), la birretta con gli amici, vedere tanto sport, respirare l'aria salmastra del mare e fantasticare durante lunghe passeggiate solitarie.

2. Gli autori sono prima di tutto dei lettori, quali sono gli scrittori o le opere a cui ti senti più legato, magari che sono stati fonte di ispirazione per te?
Un'opera a cui sono molto legato è “Avanti nel Tempo” di Robert J. Sawyer. Avevo quindici anni quando la lessi e mi innamorai del genere fantascientifico. All'epoca non avrei mai pensato che un giorno mi sarei cimentato nel genere, tanto meno nella scrittura.

3. Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Accadde a diciotto anni, quasi per caso. Provai a scrivere una poesia su un fatto che mi aveva colpito. Mi ritrovai con una pagina di narrativa che sembrava essere stata strappata da un libro di racconti. Quindi la sviluppai e compresi la possibilità di poterci ricavare qualcosa di più sostanzioso, come un breve romanzo. Era l'inizio dell'estate. Nel mese di dicembre dello stesso anno avevo il mio primo romanzo nel cassetto, o meglio nell'hard disk. Qualche mese più tardi lo pubblicò un piccolo editore con il titolo “Il Tamburo del Giorno Africano”. Attualmente è disponibile l'ebook in una edizione aggiornata e autopubblicata.

4. Domanda d’obbligo: il self-publishing, scelta consapevole o necessaria?
Scelta consapevole. Ne ho ricavato soltanto dei vantaggi. Rispetto a quando pubblicavo con gli editori ho tutto sotto controllo, dal genere, ai tempi di stesura, di pubblicazione, di contenuto, di report delle vendite. Adoro essere libero e indipendente. Rispecchia il mio carattere.

5. Sei un autore molto prolifico, con una particolare predilezione per le trilogie. È un modo per fidelizzare i lettori, una scelta di marketing, o ritieni che dividere le opere in più volumi le renda più fruibili?
Le risposte sono insite nelle domanda. Gente autorevole del settore afferma che le trilogie e le serie siano più amate dei singoli volumi. Per di più suddividere una storia in tre parti mi aiuta nella stesura. È come se dovessi saltare tre muretti invece che scavalcarne uno alto e recintato.

6. I tuoi ebook hanno un buon riscontro di vendite, quali strumenti usi per pubblicizzarli?
Prevalentemente i social network. A ogni modo credo che un prezzo, una sinossi, un titolo e una copertina accattivanti siano una delle migliore forme di marketing. Alcuni colleghi spesso tendono a sottovalutare almeno uno di questi aspetti.

7. Mi riallaccio a questa tua ultima considerazione, ho notato che curi particolarmente le copertine, molto belle e suggestive. Le realizzi da solo o ti affidi a un grafico? 
Alcune copertine sono state sviluppate da un grafico, tuttavia quelle fantascientifiche le ho realizzate da solo. Sono conscio di poter migliorare. Spero che le cover future siano ancora più intriganti.

8. La tua produzione è principalmente legata alla fantascienza, anche se hai scritto romanzi di altro genere. Pensi che sia l’ambito dove la tua scrittura si esprima al meglio?

È un genere che permette di osare con la fantasia, di indagare sulla natura e il futuro del genere umano, valicando tutti i limiti odierni. Il primo contatto con una civiltà aliena, una società distopica, le guerre dei mondi e l'esplorazione spaziale consentono di affrontare questioni scientifiche e filosofiche sulla responsabilità morale di esseri complessi come noi.

9. A quale delle tue opere ti senti più legato?
“Vivere o Morire – La Trilogia.” Ci sono particolarmente affezionato non solo perché ha avuto un buon riscontro di pubblico, ma perché tratta di un argomento che mi ha sempre affascinato, ovvero quello del primo contatto con la civiltà di un altro mondo con tutte le vicissitudini, gli interrogativi, gli inganni, le curiosità, le paure e le problematiche etiche che possono derivarne.

10. Come vedi il futuro dell’editoria in Italia? Che ruolo avrà l’ebook nei prossimi anni?
Purtroppo il numero dei forti lettori in Italia è davvero basso, malgrado ciò l'esordio degli ebook sta quantomeno rinnovando il settore, implementando le opere disponibili e l'accesso alla lettura. È un fenomeno di cui importanti casi editrici iniziano a prendere atto. Spendere uno o due euro per un libro e dotarsi di una intera biblioteca tascabile ha del rivoluzionario.

11. Come sono i tuoi rapporti con i “colleghi”, gli altri scrittori indipendenti?
Devo dire buonissimi. Mi confronto con molti di essi quasi quotidianamente. Grazie al web e ai social sono nati gruppi e associazioni di autori indie. Rappresentano degli ottimi rifugi per chiedere consiglio, condividere informazioni e avanzare proposte. Come in ogni campo ci sono invidiosi e guastafeste, ma tendo a ignorarli.

12. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?

Sto lavorando al progetto più impegnativo che abbia mai affrontato. L'intento è quello di raccontare il primo viaggio dell'uomo verso altre stelle con tutto ciò che ne seguirà.

13. Per finire, sogni nel cassetto?
Vedere un giorno i miei racconti trasposti sul grande schermo e trasferirmi in una casettina di fronte al mare, magari in Spagna. Il secondo sogno sembra più a portata di mano, ma nella vita “mai dire mai”.

Grazie per la chiacchierata, Gianluca. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

giovedì 25 giugno 2015

Intervista a Giada Alessia Lugli

Oggi facciamo quattro chiacchiere con la scrittrice Giada Alessia Lugli.

1. Ciao Giada, benvenuta sul mio blog. Raccontaci qualcosa di te: che fai nel quotidiano, interessi, hobby ecc.
Ciao Roberto, grazie dell’opportunità. Nel quotidiano sono mamma di una bimba di nome Dafne e compagna di Gaspare, il mio adorato panettiere… scrivo, mi dedico ai servizi di editing con Barbara Podetta, e presto apriremo una nuova attività in famiglia, ma ne parlerò quando sarà ufficiale! Chiaramente leggo molto, esordienti compresi che a volte offrono splendide sorprese e mi interesso delle interazioni tra scrittura e psicologia insieme a mia madre, che è un medico-psicoterapeuta.

2. Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Ho sempre trovato nello scrivere un mezzo ideale per approfondire la conoscenza di me stessa e per elaborare gli eventi quotidiani o straordinari, poi qualche anno fa la trama di un romanzo si è imposta alla mia mente e non mi dato tregua finchè non ho cominciato a metterla nero su bianco e da lì è cominciata l’avventura. Tra l’altro è una storia che non ho mai finito, prima o poi… 

3. Hai pubblicato diversi ebook in poco tempo, scrivi velocemente o erano libri che aspettavano nel cassetto e che hai deciso di far uscire solo ora?
Scrivo abbastanza velocemente, ma ho tempi più lunghi per approvare ciò che scrivo al punto di pubblicarlo e nello specifico hanno coinciso le revisioni delle tre “opere”, per questo sono usciti insieme.

4. La tua produzione spazia in vari generi, in quale ti senti più a tuo agio?
Quel che mi affascina è la reazione dei personaggi di fronte ad eventi extra-ordinari, non per forza paranormali, ma comunque destabilizzanti, che stimolino la verità e la spontaneità dei protagonisti. È la risposta migliore che riesco a dare, perché come genere mi piace cambiare.

5. Ci vuoi presentare un po’ più nei dettagli i tuoi libri? 
L’Angelo della dimenticanza: è il più vecchio, pubblicato in origine dalla casa editrice Nocchiero in cartaceo, lo definirei ‘catartico’, c’è dentro molto di me.
Sinossi - Il titolo originale del romanzo era “La Palombara”. Derivava dal metaforico scafandro che Clara (una delle protagoniste) aveva sempre indosso, fin da piccola. Questa protezione emotiva l’aveva sempre resa stabile e serena, ma quando il suo grande amore la lascia, anche il suo scudo va in pezzi e Clara si chiude in casa, allontanandosi da tutti. Scopre però di essere incinta e decide di tenere la bimba senza dire nulla al suo ex fidanzato, che altrimenti sarebbe costretta a frequentare per tutta la vita, soffrendo per il suo amore non corrisposto. Elisa, la figlia, è la voce narrante della storia e racconta di come sua madre abbia incontrato Ileana, l’unica amica di cui Clara riuscirà a fidarsi del tutto, la quale diverrà come una zia e vivrà con loro, aprendo in un piccolo paese vicino Varese un’agenzia dei sogni. Le vicende delle tre ragazze e dei loro clienti si intrecciano a qualche filo di magia e a eventi che sfiorano il soprannaturale. In particolare, Teresa e il suo Angelo lasceranno un’impronta fondamentale nella vita delle tre “Fate di Orino”, donando loro speranza anche negli accadimenti più tristi.

C’è un mostro sul nostro ponte: io lo adoro, sono molto curiosa di conoscere il responso del pubblico. Parte da un’idea semplice al limite della banalità: il classico mostro dei bambini, che tuttavia diventa di tutt’altro calibro quando non accenna ad andarsene nell’età adulta… e il grande amore dei protagonisti che suggerisce una domanda: se il mio compagno mi dicesse all’improvviso qualcosa di assurdo, incredibile, infine lo riterrei pazzo o almeno proverei a credergli?
Sinossi - La famiglia Jones, composta dal padre Trevor, dalla madre Rita e dalla piccola Anna, vive nel Connecticut, a Carly. Il rapporto tra marito e moglie non è dei migliori e Trevor, nel tentativo di riconquistare il rispetto e l’amore della moglie Rita, azzarda un investimento che li porterà invece a perdere tutto. A Carly abita anche lo psichiatra Samuel Milligan che, rimasto vedovo con un figlio della stessa età di Anna, propone alla famiglia Jones di affittare la dependance della sua villa. Anna è sempre stata una bambina particolare, sincera in modo disarmante e molto intelligente, ma dai quattro anni in poi comincia a vedere un mostro e ne ha talmente paura da immaginarlo ovunque, fin nei cassetti della cucina e dietro le ceste del supermercato. A sei anni ormai Anna è considerata una piccola pazza, eppure Stephen, il figlio del Dottor Milligan, diventa il suo migliore amico. Stephen è stato educato dal nonno e dal padre come un piccolo cavaliere e cerca di aiutarla in ogni modo. Qualche volta persino, a Stephen viene il dubbio che il mostro ci sia davvero perché qualche traccia la vede anche lui. I due staranno insieme tutta la vita affrontando la presenza dell’invisibile mostro. La storia è descritta in prima persona da Stephen che, nella prima parte, si presenta come il colpevole dei fatti che racconterà. 

Accanto a te: è un racconto lungo, a tratti surreale, il ricavato finisce tutto in beneficenza, ad “Intensamente coccolati” onlus, un’associazione che si occupa di bimbi prematuri. L’ho conosciuta tramite una carissima amica, che ha purtroppo perso due gemellini. Quando mi ha raccontato del suo Brando, che è riuscito a nascere, minuscolo, e che è rimasto solo dieci giorni, mi è venuto spontaneo scrivere, io che, fortunata, ho accanto la mia Dafne. Ci tengo tanto, spero che le persone lo comprino (1,36 centesimi…) e che piaccia.
Sinossi - Gli effetti di un terremoto verticale. La crisi sul volto dei negozianti. Due gemelli di nome Ernesto, un bosco pieno di Malombre e una vita da salvare. Un racconto con elementi fantastici dedicato all'impegno di "Intensamente Coccolati" onlus. 

Il compleanno (che uscirà a breve): come spesso mi accade, questa storia nasce da un sogno. Io sogno molto e ricordo quasi tutto ciò che vedo. Spesso vado a letto la sera come se stessi per entrare al cinema: piena di aspettative e curiosità. Faccio anche incubi eh, ma anche da quelli arrivano tante buone idee. Il sogno è un ottimo metodo per conoscere sensazioni che non hai mai sperimentato in realtà, come volare ad esempio. 
Sinossi - Il giorno del suo diciassettesimo compleanno, Laura racconta in prima persona di una festa che ogni volta si trasforma in un incubo, essendo anche l'anniversario della morte della sorella. Quest’anno però tutto cambia con l’arrivo di un ragazzo misterioso, che Laura riconosce come l’assassino di cui ha da poco letto sul giornale. Assassino o meno, ci penserà lui a vivacizzare la giornata e a cambiare le regole della vita assurda di Laura, costretta dai sensi di colpa a sopportare una famiglia tanto odiosa da risultare surreale.

6. Self publishing: una scelta o una necessità?
Per ora una scelta, ma è chiaro che come quasi tutti sarei interessata a una pubblicazione con una CE seria, non per forza grande, anche se andrebbe benone, basta che sia effettivamente interessata alla qualità. Comunque, anche all’interno del self publishing, vorrei ribadire l’importanza dell’editing, o almeno di una revisione esterna prima della pubblicazione. Fare tutto da soli è come assaggiare un buon vino e tentare di assaporarlo dopo essersene ingollati una botte.

7. Che strumenti usi per fare promozione alle tue opere?
Quello che vedete… condivisioni, qualche blog, piano piano vedremo il passaparola.

8. Sei soddisfatta del riscontro dei lettori?
Sì, chi mi legge di solito esprime pareri positivi, ma vorrei mi leggessero in molti di più. Non bado alle classifiche, ma amo essere letta!

9. Che ne pensi della situazione attuale dell’editoria in Italia?
Mi sembra un momento di passaggio: esperimenti, cataste di pubblicazioni pessime e qualche ottima intenzione che a volte sfocia in splendidi risultati. Ci sono autori bravissimi, come sempre, e tanti scritti da un tot al chilo, come sempre, però il peso, le opportunità, sono impari e non è semplice arrivare al grande pubblico, i concorsi sono spesso poco chiari, almeno quelli importanti… Non so, è una situazione in evoluzione, c’è margine di speranza, mi pare.

10. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?
Sì, ho ripreso in mano una storia che ritengo molto interessante, adatta al grande pubblico, appassionante, eppure curata come tento sempre di fare… una roba lunga però, forse una saga… anche lei è in evoluzione.

Grazie per la chiacchierata, Giada. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

Ecco i link di amazon: