lunedì 13 luglio 2015

Intervista a Gianluca Ranieri Bandini

Incontriamo Gianluca Ranieri Bandini, autore di numerosi romanzi, fra cui le trilogie “Il Mondo Brucia”, “Vivere o Morire” e “Il Ciclo dei Mondi”.

1. Ciao Gianluca, benvenuto sul mio blog. Due parole su di te per i lettori di Chiacchiere e distintivo?
Ciao a tutti. Posso dirvi che adoro la cucina giapponese, gli animali (particolarmente i gatti), la birretta con gli amici, vedere tanto sport, respirare l'aria salmastra del mare e fantasticare durante lunghe passeggiate solitarie.

2. Gli autori sono prima di tutto dei lettori, quali sono gli scrittori o le opere a cui ti senti più legato, magari che sono stati fonte di ispirazione per te?
Un'opera a cui sono molto legato è “Avanti nel Tempo” di Robert J. Sawyer. Avevo quindici anni quando la lessi e mi innamorai del genere fantascientifico. All'epoca non avrei mai pensato che un giorno mi sarei cimentato nel genere, tanto meno nella scrittura.

3. Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Accadde a diciotto anni, quasi per caso. Provai a scrivere una poesia su un fatto che mi aveva colpito. Mi ritrovai con una pagina di narrativa che sembrava essere stata strappata da un libro di racconti. Quindi la sviluppai e compresi la possibilità di poterci ricavare qualcosa di più sostanzioso, come un breve romanzo. Era l'inizio dell'estate. Nel mese di dicembre dello stesso anno avevo il mio primo romanzo nel cassetto, o meglio nell'hard disk. Qualche mese più tardi lo pubblicò un piccolo editore con il titolo “Il Tamburo del Giorno Africano”. Attualmente è disponibile l'ebook in una edizione aggiornata e autopubblicata.

4. Domanda d’obbligo: il self-publishing, scelta consapevole o necessaria?
Scelta consapevole. Ne ho ricavato soltanto dei vantaggi. Rispetto a quando pubblicavo con gli editori ho tutto sotto controllo, dal genere, ai tempi di stesura, di pubblicazione, di contenuto, di report delle vendite. Adoro essere libero e indipendente. Rispecchia il mio carattere.

5. Sei un autore molto prolifico, con una particolare predilezione per le trilogie. È un modo per fidelizzare i lettori, una scelta di marketing, o ritieni che dividere le opere in più volumi le renda più fruibili?
Le risposte sono insite nelle domanda. Gente autorevole del settore afferma che le trilogie e le serie siano più amate dei singoli volumi. Per di più suddividere una storia in tre parti mi aiuta nella stesura. È come se dovessi saltare tre muretti invece che scavalcarne uno alto e recintato.

6. I tuoi ebook hanno un buon riscontro di vendite, quali strumenti usi per pubblicizzarli?
Prevalentemente i social network. A ogni modo credo che un prezzo, una sinossi, un titolo e una copertina accattivanti siano una delle migliore forme di marketing. Alcuni colleghi spesso tendono a sottovalutare almeno uno di questi aspetti.

7. Mi riallaccio a questa tua ultima considerazione, ho notato che curi particolarmente le copertine, molto belle e suggestive. Le realizzi da solo o ti affidi a un grafico? 
Alcune copertine sono state sviluppate da un grafico, tuttavia quelle fantascientifiche le ho realizzate da solo. Sono conscio di poter migliorare. Spero che le cover future siano ancora più intriganti.

8. La tua produzione è principalmente legata alla fantascienza, anche se hai scritto romanzi di altro genere. Pensi che sia l’ambito dove la tua scrittura si esprima al meglio?

È un genere che permette di osare con la fantasia, di indagare sulla natura e il futuro del genere umano, valicando tutti i limiti odierni. Il primo contatto con una civiltà aliena, una società distopica, le guerre dei mondi e l'esplorazione spaziale consentono di affrontare questioni scientifiche e filosofiche sulla responsabilità morale di esseri complessi come noi.

9. A quale delle tue opere ti senti più legato?
“Vivere o Morire – La Trilogia.” Ci sono particolarmente affezionato non solo perché ha avuto un buon riscontro di pubblico, ma perché tratta di un argomento che mi ha sempre affascinato, ovvero quello del primo contatto con la civiltà di un altro mondo con tutte le vicissitudini, gli interrogativi, gli inganni, le curiosità, le paure e le problematiche etiche che possono derivarne.

10. Come vedi il futuro dell’editoria in Italia? Che ruolo avrà l’ebook nei prossimi anni?
Purtroppo il numero dei forti lettori in Italia è davvero basso, malgrado ciò l'esordio degli ebook sta quantomeno rinnovando il settore, implementando le opere disponibili e l'accesso alla lettura. È un fenomeno di cui importanti casi editrici iniziano a prendere atto. Spendere uno o due euro per un libro e dotarsi di una intera biblioteca tascabile ha del rivoluzionario.

11. Come sono i tuoi rapporti con i “colleghi”, gli altri scrittori indipendenti?
Devo dire buonissimi. Mi confronto con molti di essi quasi quotidianamente. Grazie al web e ai social sono nati gruppi e associazioni di autori indie. Rappresentano degli ottimi rifugi per chiedere consiglio, condividere informazioni e avanzare proposte. Come in ogni campo ci sono invidiosi e guastafeste, ma tendo a ignorarli.

12. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?

Sto lavorando al progetto più impegnativo che abbia mai affrontato. L'intento è quello di raccontare il primo viaggio dell'uomo verso altre stelle con tutto ciò che ne seguirà.

13. Per finire, sogni nel cassetto?
Vedere un giorno i miei racconti trasposti sul grande schermo e trasferirmi in una casettina di fronte al mare, magari in Spagna. Il secondo sogno sembra più a portata di mano, ma nella vita “mai dire mai”.

Grazie per la chiacchierata, Gianluca. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?