martedì 22 dicembre 2015

Recensione: Le cose in cui crediamo di Michael Tangherlini


Questo romanzo è il sequel di “Venus at the Mirror”, di cui avevo parlato in una recensione precedente. Ritroviamo gli stessi personaggi, in particolare la protagonista, Lillian Edgecombe, più matura, sicura di se, con una maggiore consapevolezza del suo essere “speciale”. Sì, perché lei è una “morfa”, un ibrido fra un essere umano e un animale, nel suo caso un tasso. Accettata la particolarità del mondo creato da Tangherlini, un’Inghilterra alternativa, nella quale convivono, talvolta a fatica, umani e morfi, siamo pronti a seguire la vita di Lilian e Mills, giovane coppia come tante, alle prese con le comuni relazioni lavorative, di amicizia e d’amore. Ma un evento misterioso si insinua in questa apparente tranquilla quotidianità, con le sembianze di due “cuccioli” abbandonati e ritrovati casualmente in un bidone dell’immondizia. È l’inizio di un’avventura dai risvolti inquietanti, in cui c’entrano la manipolazione genetica e le macchinazioni di politici populisti e senza scrupoli. 

Ancora una volta l’autore imbastisce una bella commistione di generi letterari, dal romance, al thriller, al romanzo di formazione, per usarla come metafora della nostra società, ancora restia ad accettare la diversità come un vantaggio, piuttosto che un danno.