giovedì 25 giugno 2015

Intervista a Giada Alessia Lugli

Oggi facciamo quattro chiacchiere con la scrittrice Giada Alessia Lugli.

1. Ciao Giada, benvenuta sul mio blog. Raccontaci qualcosa di te: che fai nel quotidiano, interessi, hobby ecc.
Ciao Roberto, grazie dell’opportunità. Nel quotidiano sono mamma di una bimba di nome Dafne e compagna di Gaspare, il mio adorato panettiere… scrivo, mi dedico ai servizi di editing con Barbara Podetta, e presto apriremo una nuova attività in famiglia, ma ne parlerò quando sarà ufficiale! Chiaramente leggo molto, esordienti compresi che a volte offrono splendide sorprese e mi interesso delle interazioni tra scrittura e psicologia insieme a mia madre, che è un medico-psicoterapeuta.

2. Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Ho sempre trovato nello scrivere un mezzo ideale per approfondire la conoscenza di me stessa e per elaborare gli eventi quotidiani o straordinari, poi qualche anno fa la trama di un romanzo si è imposta alla mia mente e non mi dato tregua finchè non ho cominciato a metterla nero su bianco e da lì è cominciata l’avventura. Tra l’altro è una storia che non ho mai finito, prima o poi… 

3. Hai pubblicato diversi ebook in poco tempo, scrivi velocemente o erano libri che aspettavano nel cassetto e che hai deciso di far uscire solo ora?
Scrivo abbastanza velocemente, ma ho tempi più lunghi per approvare ciò che scrivo al punto di pubblicarlo e nello specifico hanno coinciso le revisioni delle tre “opere”, per questo sono usciti insieme.

4. La tua produzione spazia in vari generi, in quale ti senti più a tuo agio?
Quel che mi affascina è la reazione dei personaggi di fronte ad eventi extra-ordinari, non per forza paranormali, ma comunque destabilizzanti, che stimolino la verità e la spontaneità dei protagonisti. È la risposta migliore che riesco a dare, perché come genere mi piace cambiare.

5. Ci vuoi presentare un po’ più nei dettagli i tuoi libri? 
L’Angelo della dimenticanza: è il più vecchio, pubblicato in origine dalla casa editrice Nocchiero in cartaceo, lo definirei ‘catartico’, c’è dentro molto di me.
Sinossi - Il titolo originale del romanzo era “La Palombara”. Derivava dal metaforico scafandro che Clara (una delle protagoniste) aveva sempre indosso, fin da piccola. Questa protezione emotiva l’aveva sempre resa stabile e serena, ma quando il suo grande amore la lascia, anche il suo scudo va in pezzi e Clara si chiude in casa, allontanandosi da tutti. Scopre però di essere incinta e decide di tenere la bimba senza dire nulla al suo ex fidanzato, che altrimenti sarebbe costretta a frequentare per tutta la vita, soffrendo per il suo amore non corrisposto. Elisa, la figlia, è la voce narrante della storia e racconta di come sua madre abbia incontrato Ileana, l’unica amica di cui Clara riuscirà a fidarsi del tutto, la quale diverrà come una zia e vivrà con loro, aprendo in un piccolo paese vicino Varese un’agenzia dei sogni. Le vicende delle tre ragazze e dei loro clienti si intrecciano a qualche filo di magia e a eventi che sfiorano il soprannaturale. In particolare, Teresa e il suo Angelo lasceranno un’impronta fondamentale nella vita delle tre “Fate di Orino”, donando loro speranza anche negli accadimenti più tristi.

C’è un mostro sul nostro ponte: io lo adoro, sono molto curiosa di conoscere il responso del pubblico. Parte da un’idea semplice al limite della banalità: il classico mostro dei bambini, che tuttavia diventa di tutt’altro calibro quando non accenna ad andarsene nell’età adulta… e il grande amore dei protagonisti che suggerisce una domanda: se il mio compagno mi dicesse all’improvviso qualcosa di assurdo, incredibile, infine lo riterrei pazzo o almeno proverei a credergli?
Sinossi - La famiglia Jones, composta dal padre Trevor, dalla madre Rita e dalla piccola Anna, vive nel Connecticut, a Carly. Il rapporto tra marito e moglie non è dei migliori e Trevor, nel tentativo di riconquistare il rispetto e l’amore della moglie Rita, azzarda un investimento che li porterà invece a perdere tutto. A Carly abita anche lo psichiatra Samuel Milligan che, rimasto vedovo con un figlio della stessa età di Anna, propone alla famiglia Jones di affittare la dependance della sua villa. Anna è sempre stata una bambina particolare, sincera in modo disarmante e molto intelligente, ma dai quattro anni in poi comincia a vedere un mostro e ne ha talmente paura da immaginarlo ovunque, fin nei cassetti della cucina e dietro le ceste del supermercato. A sei anni ormai Anna è considerata una piccola pazza, eppure Stephen, il figlio del Dottor Milligan, diventa il suo migliore amico. Stephen è stato educato dal nonno e dal padre come un piccolo cavaliere e cerca di aiutarla in ogni modo. Qualche volta persino, a Stephen viene il dubbio che il mostro ci sia davvero perché qualche traccia la vede anche lui. I due staranno insieme tutta la vita affrontando la presenza dell’invisibile mostro. La storia è descritta in prima persona da Stephen che, nella prima parte, si presenta come il colpevole dei fatti che racconterà. 

Accanto a te: è un racconto lungo, a tratti surreale, il ricavato finisce tutto in beneficenza, ad “Intensamente coccolati” onlus, un’associazione che si occupa di bimbi prematuri. L’ho conosciuta tramite una carissima amica, che ha purtroppo perso due gemellini. Quando mi ha raccontato del suo Brando, che è riuscito a nascere, minuscolo, e che è rimasto solo dieci giorni, mi è venuto spontaneo scrivere, io che, fortunata, ho accanto la mia Dafne. Ci tengo tanto, spero che le persone lo comprino (1,36 centesimi…) e che piaccia.
Sinossi - Gli effetti di un terremoto verticale. La crisi sul volto dei negozianti. Due gemelli di nome Ernesto, un bosco pieno di Malombre e una vita da salvare. Un racconto con elementi fantastici dedicato all'impegno di "Intensamente Coccolati" onlus. 

Il compleanno (che uscirà a breve): come spesso mi accade, questa storia nasce da un sogno. Io sogno molto e ricordo quasi tutto ciò che vedo. Spesso vado a letto la sera come se stessi per entrare al cinema: piena di aspettative e curiosità. Faccio anche incubi eh, ma anche da quelli arrivano tante buone idee. Il sogno è un ottimo metodo per conoscere sensazioni che non hai mai sperimentato in realtà, come volare ad esempio. 
Sinossi - Il giorno del suo diciassettesimo compleanno, Laura racconta in prima persona di una festa che ogni volta si trasforma in un incubo, essendo anche l'anniversario della morte della sorella. Quest’anno però tutto cambia con l’arrivo di un ragazzo misterioso, che Laura riconosce come l’assassino di cui ha da poco letto sul giornale. Assassino o meno, ci penserà lui a vivacizzare la giornata e a cambiare le regole della vita assurda di Laura, costretta dai sensi di colpa a sopportare una famiglia tanto odiosa da risultare surreale.

6. Self publishing: una scelta o una necessità?
Per ora una scelta, ma è chiaro che come quasi tutti sarei interessata a una pubblicazione con una CE seria, non per forza grande, anche se andrebbe benone, basta che sia effettivamente interessata alla qualità. Comunque, anche all’interno del self publishing, vorrei ribadire l’importanza dell’editing, o almeno di una revisione esterna prima della pubblicazione. Fare tutto da soli è come assaggiare un buon vino e tentare di assaporarlo dopo essersene ingollati una botte.

7. Che strumenti usi per fare promozione alle tue opere?
Quello che vedete… condivisioni, qualche blog, piano piano vedremo il passaparola.

8. Sei soddisfatta del riscontro dei lettori?
Sì, chi mi legge di solito esprime pareri positivi, ma vorrei mi leggessero in molti di più. Non bado alle classifiche, ma amo essere letta!

9. Che ne pensi della situazione attuale dell’editoria in Italia?
Mi sembra un momento di passaggio: esperimenti, cataste di pubblicazioni pessime e qualche ottima intenzione che a volte sfocia in splendidi risultati. Ci sono autori bravissimi, come sempre, e tanti scritti da un tot al chilo, come sempre, però il peso, le opportunità, sono impari e non è semplice arrivare al grande pubblico, i concorsi sono spesso poco chiari, almeno quelli importanti… Non so, è una situazione in evoluzione, c’è margine di speranza, mi pare.

10. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?
Sì, ho ripreso in mano una storia che ritengo molto interessante, adatta al grande pubblico, appassionante, eppure curata come tento sempre di fare… una roba lunga però, forse una saga… anche lei è in evoluzione.

Grazie per la chiacchierata, Giada. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

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