martedì 29 aprile 2014

Il (re)censore


Uno spettro si aggira per amazon, è lo spettro del self-publisher. Tutte le potenze della vecchia editoria si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: Le Case Editrici e le Agenzie, i lettori di best-seller e i colleghi scrittori… Ma il nemico più subdolo di questo spettro, quello più agguerrito e al quale amazon stessa ha offerto le armi più affilate è lui: il (re)censore.
Appena uno scrittore self si affaccia nell’empireo della top 100 il (re)censore fiuta la preda, si avventa come un falco sull’ignaro ebook e lo ferisce a morte con recensioni a una stella. Il (re)censore è un rapace notturno, agisce coperto dall’oscurità e dall’anonimato che amazon consente a chiunque, colpisce e si dilegua. Si moltiplica in innumerevoli entità chiamate “nickname”, che agiscono una volta sola e con metodo ad personam infieriscono sul povero scribacchino, reo di aver plagiato le menti di qualche centinaio di ignari lettori innocenti. Il (re)censore non ha bisogno di esprimere motivazioni valide per la sua stroncatura, gli basta superare le 20 canoniche parole che il colosso di Seattle impone.
Seguono esempi:
“Non sono riuscito a finirlo. Non compratelo, non sa scrivere. Preferirei una visita dal dentista piuttosto che leggere un'altra pagina di questo libro.”;
“Questo è il terzo libro che leggo di X, i primi due non mi sono piaciuti e li ho abbandonati a metà, ma questo è anche peggio.”;
“Senza capo ne coda, ho smesso di leggerlo dopo 10 pagine. Ma forse sono io che ho sbagliato genere. Comunque non lo consiglio.”;
“Un libro noioso e inutile, non sono riuscito a finirlo, 99 centesimi buttati. Per forza è un ebook, nessuno lo stamperebbe.”;
“Totalmente inverosimile e illeggibile, sembra scritto da una bambina di 10 anni, evitatelo se vi piacciono i libri belli e ben scritti.”
Potrei andare avanti, queste sono le recensioni tipiche del (re)censore, ovviamente depurate dai frequenti errori grammaticali e ortografici, vero marchio di fabbrica del soggetto. Come potete notare non si accenna mai alla trama né allo stile dello scrittore, se non con termini assolutamente denigratori, non c’è critica ma invettiva, non c’è analisi ma scherno. Un’altra caratteristica ricorrente del (re)censore è il non riuscire mai a finire i libri che recensisce, sarà troppo impegnato a stroncarli per poterli leggere?


Ogni riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale. Nessun scrittore è stato maltrattato nella stesura di questo articolo.