sabato 13 settembre 2014

Recensione: Paride Passacantando di Sergio Bertoni


La vita d’ufficio in una grande azienda si presta a immaginare relazioni e dinamiche fra gli impiegati, non è certo il primo libro che tratta l’argomento, ma Sergio Bertoni lo fa in maniera particolarmente efficace, scegliendo la cifra dell’ironia nel suo racconto. Un’ironia lieve e poetica quando descrive la storia d’amore fra un imbranato avvocato e un’avvenente segretaria, più grottesca per disegnare la figura del capo ufficio prepotente o del mezze maniche più dedito ai suoi traffici che alla contabilità dell’azienda. Particolarmente esilarante la disavventura del “tagliatore di teste” chiamato a sfoltire gli eccessi di personale. Il tutto condito da gustosissime espressioni dialettali e interessanti aneddoti tipici di Napoli, la città dov’è ambientato il romanzo. I nomi dei personaggi, poi, meritano da soli la lettura del libro! Avevo già avuto modo di apprezzare la scrittura dell’autore, il suo stile scorrevole e forbito, la sua capacità di cogliere “miserie e nobiltà” delle figure che racconta, la sua visione disincantata ma comunque positiva della vita.
Che bisogno c’è dei libri di qualche mestierante personaggio televisivo, quando abbiamo un autore come Sergio?