lunedì 15 settembre 2014

Recensione: Bollito tosto di Alberto Tristano


L’hard boiled, per intenderci, è il genere di Chandler e del suo personaggio più famoso, Philip Marlowe, portato sugli schermi da Humphrey Bogart. Alberto Tristano ambienta il racconto a Roma e ne fa una versione “de noantri” (Bollito tosto, in fondo, è la traduzione letterale di hard boiled…). La narrazione è ispirata, oltre al già citato investigatore privato, ai gialli all’italiana, sia letterari che cinematografici, tanto in voga negli anni sessanta e settanta (Duca Pelli è un omaggio al Duca Lamberti di Scerbanenco), non mancano gli elementi stereotipati del genere: la “femme fatale”, il reporter ficcanaso, i guai con le forze dell’ordine, i cattivi di turno. Chi ha letto “Il diario di Giovanni Ponte” ritroverà l’ironia pirotecnica dell’autore in queste pagine, tutto il suo mondo di citazioni e “nonsense”, a cominciare dal nome dei personaggi: Duca Pelli, Ada Mori, Manga Nello ecc. C’è poco da fare, con quest’autore si ride, si ride di gusto.