martedì 20 maggio 2014

Autori a confronto: L’ebook non esiste

Immaginate di aver sognato tutto: l'ebook non esiste.
Avete avuto un incubo. Al risveglio non troverete più nessuna libreria virtuale e nessun libro digitale da caricare sul vostro tablet.
Come vi sentireste?
Qualcuno non avvertirà il benché minimo affanno. Correrà nella sua biblioteca fatta di libri veri, ne sceglierà uno con tutte le pagine di carta al loro posto. 

Per qualcun altro, però, destarsi dal sonno involutivo sarà un dramma.

Ecco come Antonella SaccoConcetta D'Orazio e Roberto Bonfanti ci espongono i pro e i contro dell'ebook, continuando la serie di articoli "Autori a confronto".


Antonella Sacco


Concetta D'Orazio


Roberto Bonfanti



Autori a confronto

L'ebook: i pro e i contro

Non farò il solito discorso trito e ritrito sui vantaggi e gli svantaggi dell’ebook rispetto al libro di carta, queste cose ormai le sanno anche i sassi! Perciò non dirò che se, improvvisamente, alle 3 di notte, siete assaliti dall’impellente necessità di leggere I fratelli Karamazov (o l’ultimo libro di Flavia Vento) e non avete il volume sul vostro scaffale, potete accedere a internet, acquistarlo e scaricarlo in un minuto. Non dirò che, se vi sentite persi se non portate almeno una decina di libri in vacanza, potete tranquillamente prenotare un volo low cost e non pagare il supplemento bagagli, basta che mettiate in valigia l’e-reader, che contiene migliaia di volumi e pesa come un tascabile. Non dirò che ci sono un sacco di ebook gratis (e moltissimi a prezzi irrisori), per cui, anche se siete in bolletta, potete soddisfare la vostra fame di letture senza ridurvi alla fame (quella vera). Non dirò che se siete maniaci delle annotazioni e dei commenti a margine le vostre note digitali non rovineranno più le pagine dei vostri amati libri. Non dirò che i vostri amici non potranno più conoscere i vostri gusti letterari sbirciando i volumi della vostra libreria (forse questo era da mettere negli svantaggi? Mah, dipende dalle vostre letture.). Non dirò che con l’ebook non si sente l’odore della carta… No, questo proprio non ce la faccio, l’odore della carta no!

Che cosa posso dire allora che non sia un abusato cliché? Posso raccontarvi del mio rapporto con l'ebook.


Ho acquistato il mio ebook reader nel novembre del 2011, non un kindle (credo che all'epoca non fosse ancora disponibile in Italia), ma un prodotto di una nota industria giapponese. Mi sono trovato subito a mio agio con il touch screen, l'organizzazione della libreria interna, la possibilità di collegarmi con il wi-fi e cercare online il significato della parola “resipiscenza”, trovata in un testo. Ma, tutto sommato, ho dovuto impegnarmi, almeno un poco, per adeguarmi a questo nuovo supporto, avrei potuto tranquillamente continuare a leggere i libri tradizionali, soprattutto considerando che tre anni fa gli ebook disponibili erano in numero assai inferiore a oggi. E allora perché ho preso un ebook reader? L'ho acquistato perché sono attento alle nuove tecnologie, con le quali ho un buon rapporto, nel senso che di solito riesco a servirmene senza diventarne schiavo. L'ho preso perché viaggio molto per lavoro, quindi ho pensato che portarmi dietro una vasta scelta di libri da leggere senza appesantire troppo il mio bagaglio non sarebbe stata una cattiva idea. L'ho preso per tutti i motivi di cui (non) ho parlato prima. Ma soprattutto l'ho preso perché è inevitabile.

Per spiegarmi meglio faccio una divagazione: oltre alla lettura la mia altra grande passione è la musica. Quando ho iniziato ad ascoltare musica, a decidere consapevolmente quale musica ascoltare, c'erano i dischi in vinile, ed io compravo quelli, poi li registravo sulle musicassette che ascoltavo nel walkman e più tardi in auto. Qualche anno dopo sono arrivati i cd, quando il loro prezzo è diventato ragionevole, ho cominciato a comprare quelli e, piano piano, ho smesso di prendere i vinili. In seguito è arrivato il momento dei file mp3, adesso la musica la acquisto e la ascolto prevalentemente in formato digitale. Questo non vuol dire che ho gettato via tutti i miei vecchi dischi in vinile, ma è molto raro che ne ascolti qualcuno. Certo, sono dei begli oggetti, con copertine che talvolta sono dei veri e propri capolavori grafici, qualcuna si apre e ci sono tutte le note, i testi ecc. È affascinante il gesto di metterli sul piatto e abbassare il braccio per appoggiare la puntina sul microsolco, ma sono più scomodi da usare rispetto a un cd o un lettore mp3. Per tutti i puristi che argomentano sul calore dell'analogico rispetto alla freddezza digitale, vale il discorso dell'odore della carta. Non mi interessa, sono sofismi. Quando ascolto musica, o leggo un libro, quello che mi colpisce è il contenuto, la confezione passa in secondo piano, la musica, il testo, sono più importanti della copertina, per quanto bella possa essere, più del frusciare della carta. In questo momento siamo agli albori del passaggio dai libri di carta ai libri digitali, forse ci vorrà più tempo di quanto è successo con la musica e, probabilmente, il libro tradizionale non sparirà mai del tutto, ma di certo il futuro è dell’ebook.

Voi che ne pensate?

Roberto Bonfanti