giovedì 20 novembre 2014

L'angolo del distopico #8

Richard Matheson – Io sono leggenda

Il romanzo di Matheson, scrittore e sceneggiatore poliedrico, che spazia dalla fantascienza all’horror al giallo, rappresenta il prototipo di una certa letteratura sci-fi: lo scenario di un mondo distrutto da un cataclisma scatenato dall’uomo. Il protagonista, Robert Neville, si muove sulle rovine di un terra desolata, con l’unico scopo di sopravvivere, durante il giorno alla ricerca di cibo e utensili, di notte barricato nella sua abitazione, per difendersi dagli attacchi di ciò che resta della razza umana, trasformata in un orda di vampiri assetati di sangue. La cupa disperazione della sua condizione di ultimo uomo rimasto sulla terra lo spinge a fare ricerche sulle cause dell’olocausto, fino ad apprendere la verità: il risultato di un contagio batteriologico. L’incontro con Ruth, una donna apparentemente sfuggita all’epidemia, insieme con il suo piccolo gruppo di sopravvissuti, gli infonde nuova speranza, ma ben presto scopre che anch’essi sono vampiri, a uno stadio meno avanzato. Il racconto si conclude con la morte di Neville, ultimo esponente della “vecchia” razza umana.
Come altri romanzi di fantascienza scritti negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale (il libro è del 1954), un periodo in cui erano ancora forti gli echi delle bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki, contiene il tema del possibile annientamento della vita sul nostro pianeta, in questo caso tramite un batterio creato in laboratorio come arma d’offesa e sfuggito al controllo dei suoi artefici. In realtà il libro è incentrato sulla solitudine del diverso, rovesciando la prospettiva classica e ponendo un essere umano in un mondo di soli mostri.

Dal romanzo sono stati tratti tre film. Il primo, del 1964, si chiama “L’ultimo uomo della terra”, una produzione italo-americana con protagonista Vincent Price e, in un ruolo minore, un giovanissimo Franco Gasparri, più tardi star dei fotoromanzi. Il secondo, “The omega man” (tradotto in italiano con il terribile “1975: Occhi bianchi sul pianeta terra”), è del 1971, diretto da Boris Sagal, con Charlton Heaston. Si svolge in una Los Angeles lugubre e spettrale, invece che nella cittadina di provincia descritta da Matheson. Da ricordare una delle prime scene, in cui il protagonista assiste, in un cinema abbondonato, alla proiezione del film del concerto di Woodstock e commenta: “Film di questo genere non se ne fanno più, ormai.”. Il terzo, del 2007, riprende il titolo originale “Io sono leggenda” ed è una mega-produzione hollywoodiana, ricca di effetti speciali, con protagonista Will Smith. L’azione è spostata a New York, nel 2012 (il romanzo e i precedenti film sono ambientati a metà degli anni 70 del secolo scorso).