mercoledì 28 dicembre 2016

Recensione: La notte delle falene di Riccardo Bruni


Enrico ritorna per la prima volta dopo dieci anni nel paese dove trascorreva l’estate e dove Alice, la sua fidanzata di allora, è stata uccisa in una notte d’agosto. Quel delitto e quello che ne è seguito, l’immediata vendetta del padre, il dolore e il suo senso di colpa, sono i motivi che l’anno tenuto lontano da questo posto. Ora si è deciso a vendere la casa delle vacanze e a tagliare tutti i ponti con il passato, ma un intoppo nelle pratiche lo costringe a fermarsi alcuni giorni e incontrare di nuovo le persone a cui era legato tanto tempo prima. Il ritrovamento del suo vecchio cellulare, contenente alcuni messaggi misteriosi, scatena una serie di conseguenze che lo porteranno a scoprire cos’è veramente successo in quella notte maledetta.
L’autore ha scelto di narrare in terza persona le azioni e i pensieri dei personaggi, sia quelli principali, sia quelli secondari, mentre una parte del racconto è affidata alla voce di Alice che, come una presenza, uno spirito che non trova pace, non riesce a distaccarsi da quei luoghi e dalle persone coinvolte nella sua vicenda.
Ho trovato ben delineati i personaggi, curati i dialoghi, mi è piaciuta la scrittura asciutta, precisa, di Riccardo Bruni, non a caso uno degli autori self di maggior successo in Italia.
In definitiva un bel romanzo noir che mi sento di consigliare.