lunedì 19 dicembre 2016

Intervista a Loriana Lucciarini

Quattro chiacchiere con Loriana Lucciarini, autrice della quale ho letto due libri: Il cielo d’Inghilterra e Little Thougths.

1. Ciao Loriana, benvenuta sul mio blog. Ti vuoi presentare ai miei lettori? Che fai nel quotidiano, interessi, hobby ecc.
Ciao Roberto, un saluto a te e ai tuoi lettori!
Mi fa piacere essere qui oggi e sono anche un tantino emozionata! :-D 
Mi presento: romana di nascita, pendolare per necessità, scrittrice per passione. Nella vita reale lavoro in un sindacato, dove svolgo mansioni di segretariato. I miei interessi vanno dal sociale alla filosofia, dall'educazione alla letteratura. Per alcuni anni mi sono dilettata nella fotografia e nel montaggio video ma poi ho dedicato le mie energie residue (tra il lavoro, la vita reale e le luuunghe attese da pendolare, di tempo libero ne rimane davvero poco!) alla scrittura. 
Il mio modus vivendi è quello dell'acrobata che tenta di mettere insieme mille cose, finendo per fare tutto di corsa e mettere pezze a destra e a manca. Però il mio temperamento aiuta: ho un carattere appassionato e impulsivo, abituato a fare anziché disfare, pieno di contraddizioni che convivono tutte insieme...

2. Come ti sei avvicinata alla scrittura e da quanto tempo pratichi questa passione?
Scrivo da sempre ma in primis sono una lettrice. La lettura infatti è stato il fulcro di tutto: da bambina amavo riscrivere i finali dei romanzi che mi erano piaciuti. Per alcuni anni la scrittura è stata complementare alla passione del disegno, contribuendo a realizzare le sceneggiature dei miei fumetti; poi però è diventata l'attività preponderante. Eppure è solo negli ultimi anni (dal 2013) che ho iniziato a rendere pubblici i miei scritti; prima questi erano il mio mondo segreto inviolabile, ma con la morte di mio padre, che se n'è andato senza aver letto nulla di mio, ho preso la decisione che i sogni vanno realizzati – se ci si crede e si vuole davvero – a costo di rischiare: rischiare di non piacere, non essere letta, essere rifiutata, sentirsi “svelata”. Ecco, la cosa più difficile è stata proprio permettere agli altri di “scovarmi” tra le righe dei miei romanzi e delle mie poesie. È stato un percorso complicato ma, alla fine, anche questo scoglio è stato superato...

3. Ci sono autori o libri ai quali ti senti  particolarmente legata, magari che ti hanno ispirata nella tua attività di scrittrice?
Leggo di tutto, ogni genere senza preclusione (a parte il pulp e l'erotico alla 50 sfumature) e ogni libro mi lascia qualcosa, in positivo e in negativo; per questo è complicato per me citare solo alcuni autori. Diciamo che per la poesia mi ispiro alla capacità di introspezione e all'astrazione di maestri quali: Alda Merini, Hickmet, Gibran, Ungaretti. 
Per la prosa, invece, ammiro la capacità di Erri De Luca, di riuscire a trasformare frasi in scintille di pura poesia; così come amo la fluidità e l'immediatezza di Zafon (della produzione legata a “L'ombra del vento”). Ricerco la stessa introspezione arguta e precisa dei moti d'anima che ha David Grossmann, così come adoro la leggerezza sagace della mia adorata zia Jane (Jane Austen, ndr).

4. Hai scritto e pubblicato varie opere, dalla raccolta di poesie, al romanzo, ai libro per ragazzi, ce ne vuoi parlare? E quale ti rappresenta di più?
Rispondo subito all'ultima domanda: tutti mi rappresentano, perché sono complessa e piena di sfaccettature e ogni mio lavoro ha una profonda parte di me. Ma è anche vero che la genesi per i due generi (poesia, narrativa) è completamente diversa: la prima nasce dai mutamenti dell'anima e per questo rappresenta in toto ciò che sono; l'altra è un lavoro creativo strutturato, tecnico, in cui ci sono come penna che li scrive e come mente che li partorisce, ma non sempre ciò che scrivo parla di me.
Delle cose che ho scritto... “Il Cielo d'Inghilterra” (qui la mia recensione) è il libro dell'inizio: il primo lavoro completo, il primo romanzo dato alle stampe: un romance atipico, controcorrente rispetto a quelli proposti in questi anni, dove ho realizzato una storia delicata, lieve e romantica in cui i sentimenti sono il motore trainante di tutto.  Il romanzo per ragazzi “Una fantastica caccia al tesoro” è il volume della ripartenza: perché è stato grazie alla sollecitazione di mia figlia (piccola, allora) che ho ripreso a scrivere quasi dopo un decennio di silenzio creativo. 
“4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” (la raccolta di racconti che tratta la violenza contro le donne e realizza un progetto concreto in cui le vendite sostengono il lavoro di un centro antiviolenza e di una casa rifugio per donne maltrattate) e la collana per bambini “Di favole e di gioia”, le cui vendite sostengono Emergency, e in cui c'è anche la mia fiaba “Si può volare senza ali”,  sono invece i lavori della sinergia: nati dalle collaborazioni con amiche e colleghe autrici, con finalità solidali, entrambi progetti impegnativi e importanti, resi possibili solo dopo aver compiuto i primi passi e aver messo in moto la creatività, quella potente che realizza opere concrete. Il racconto che è inserito in 4 Petali “Il coraggio di raccontare” lo ritengo il mio lavoro più bello: complesso, duro, difficile, di spessore, forte. 
Però sono le poesie ad essere i lavori che più mi rappresentano: “Sotto le nuvole”, “I legami sottili dell'anima” e “Little Thoughts” (qui la mia recensione), lì c'è quasi tutta la mia anima; che è poi quella che genera i versi e le emozioni all'interno di quelle pagine...

5. Ti affidi ad aiuti esterni per l’editing, le copertine, ecc.?
Finora ho sempre fatto tutto da sola: i volumi di poesie li ho autopubblicati su ilmiolibro.it curandone impaginazione, editing, revisione bozze e copertina. In “Una fantastica caccia al tesoro” ho realizzato anche le illustrazioni per le pagine interne e la cover, questo su richiesta del mio editore! 
Per la revisione del mio ultimo lavoro, invece, mi sono affidata alle mani esperte di un editor e questa è un'avventura che mi sta facendo crescere molto.

6. Hai pubblicato sia con editori che come self-publisher, sono state scelte dettate da precise strategie oppure dall’esigenza del momento?
Le motivazioni che mi hanno spinto a scegliere l'iniziale percorso come self sono state la necessità di veder pubblicati (anche in pochissime copie) i miei lavori e il desiderio di “fare il salto” che tanto temevo. Questo perché, come spiegavo anche prima, dopo la morte di mio padre il bisogno di rendere reale – cioè libro concreto di carta e inchiostro – un sogno troppo a lungo accarezzato e mai preso sul serio, si era fatto impellente. Grazie all'autopubblicazione sono entrata in punta di piedi nel mondo editoriale, senza grossi traumi, ottenendo piccole ma importanti soddisfazioni e gratificazioni. Questo ha contribuito a rendermi più sicura delle mie capacità, tanto da decidere di puntare più alto: per i romanzi già editi ho cercato la via per la  pubblicazione tradizionale, arrivando a trovare un editore sia per “Il Cielo d'Inghilterra” che per “Una fantastica caccia al tesoro”. Precisa scelta strategica, invece, è stata mantenere in self i volumi di poesie.

7. Cosa ne pensi delle prospettive dell’ebook e del  self-publishing  nel panorama editoriale Italiano?
Entrambi offrono tantissime potenzialità ma vanno gestiti con consapevolezza. Sembrerò una contraddizione vivente, visto quanto raccontato su di me e sul mio percorso come scrittrice, ma credo che si debba arrivare alla scelta del self-publishing solo dopo aver maturato una notevole esperienza come autore, perché si è in possesso degli strumenti tecnici per gestirsi in proprio. Ritengo infatti che il self per gli esordienti sia una scelta rischiosa, che il più delle volte immette sul mercato letterario opere frettolose, di dubbia qualità (che invece sarebbero potute migliorare se affidate alle mani capaci di esperti del settore), opere che diventano un boomerang negativo per l'autore stesso e che portano discredito alla categoria degli autori indipendenti, composta invece di tanti bravi autori italiani. 
Per quanto riguarda l'ebook lo ritengo uno strumento utile alla diffusione di nuovi lavori, una buona opportunità soprattutto per dar visibilità agli emergenti che, al contrario, con il solo cartaceo rimarrebbero sconosciuti ai più. Leggo su entrambi i formati, ritengo l'ebook comodo e utile (lo posso leggere addirittura da cellulare!). La mia lettura virtuale risulta più rapida a discapito della memorizzazione: mi risulta difficile rammentare trama e i passaggi che più ho apprezzato, cosa che invece non mi accade leggendo con il cartaceo. Capita anche a voi o è solo un mio problema, probabilmente legato alla memoria visiva?

8. Come ti comporti per la promozione delle tue opere?
Lavoro molto nel web: ho creato un blog per ogni mio titolo, dove periodicamente aggiorno i contenuti a favore di chi mi segue e poi ho gli stessi su pagine facebook collegate, che utilizzo per farmi conoscere in rete. Non faccio spam invasivo (anzi, troppo spesso dimentico i giorni per farmi pubblicità!) ma cerco di partecipare alla vita di gruppi a cui sono iscritta, selezionando tra quelli più vicini ai miei interessi. 
Promuovo le mie opere anche nel reale, partecipando a fiere, presentazioni letterarie, incontri, eventi vari, anche gestiti via web come salotti letterari o videointerviste.

9. Che ti tipo di relazione hai con i tuoi colleghi autori?
Se instauro un rapporto di fiducia e stima, questo si trasforma in sostegno concreto verso i reciproci lavori e in nuove collaborazioni, come è avvenuto per “4 Petali Rossi”, è nato proprio dalla sinergia e dal lavoro comune tra me e le altre autrici (denominate poi “4 writers”). Purtroppo però questi sono casi speciali e rari, perché con il resto della categoria non ho un rapporto ottimo, evito i forum dai flame facili, cancello i gruppi di facebook dove imperversa l'ego spropositato e, come blogger, fiuto a naso l'opportunismo che troppo facilmente si trasforma in egoismo maleducato, dalle pretese senza rispetto.

10. Adesso rubo un’idea al blogger Andrea Cabassi, vuoi fare una domanda all’intervistatore?
Bella opportunità! Visto che ho letto i tuoi romanzi, che mi sono piaciuti molto, ti chiedo: come ti è venuta in mente quel tipo di storia? Come sei arrivato a darle un impianto così originale, rispetto alla narrazione? Da quale autore hai tratto ispirazione? Quale sound è quello ideale per calarsi nella lettura di quelle pagine? Le domande sono tante, eh? Scusa ma sono troppo curiosa! Vediamo che mi rispondi... :-P

Belle domande! Il primo romanzo (La vita è dura nei dettagli) nasce da un racconto che, mentre lo scrivevo, si è arricchito di particolari e sviluppi, fino a raggiungere la sua forma definitiva. Volevo narrare le vicende di gente comune alle prese con eventi insoliti che guidano la loro evoluzione e le loro scelte di vita. Ho scelto di dare voce ai vari personaggi, di mostrare la loro visione della vicenda, parziale e frammentaria, che si risolve nella storia di Claudio, il protagonista. Il secondo (Cose che si rompono), mi è stato quasi “imposto” dai miei personaggi: mi sembrava che avessero ancora delle cose da dire, che ci fossero dei fili sciolti da riannodare. Risultato raggiunto solo in parte, visto che sto scrivendo il terzo, conclusivo, capitolo. Come ogni autore penso di essere stato ispirato da tutte le mie letture, in particolare mi sento vicino allo stile minimalista di Raymond Carver, senza tralasciare, ovviamente, le influenze di tanti altri scrittori che ho apprezzato. Nei miei libri la musica fa capolino, ogni tanto, che sia pop, rock o di altro genere; in alcuni momenti diventa colonna sonora, come nel caso del jazz di Kenny Clarke, o del funk di Grover Washington Jr.

11. Stai lavorando a nuovi progetti in questo momento?
Sì: è in fase di editing il nuovo fantasy, scritto a quattro mani con Sabrina Cau, che speriamo di poter concludere a breve e portare a pubblicazione entro il 2017. Anche il nuovo romanzo a sfondo sociale, scritto con l'amica Laura Bassutti, è ai capitoli finali: Una storia dura ambientata ai giorni nostri, che ci ha visto impegnate in un lavoro complesso di scrittura per quasi un anno. 
Nell'ambito delle collaborazioni, finalmente sta per partire un nuovo progetto fantasy assieme a una collega, ottima penna esperta del genere. Poi vorrei riprendere un romance abbandonato da tempo, iniziarne uno nuovo che mi frulla per la testa da mesi e portare a pubblicazione l'ultimo inedito. Troppe cose, eh?! Questo 2017 si preannuncia già carico di lavoro, quindi...

12. Guarda un po’ nel tuo futuro (di autrice), come ti vedi fra cinque anni?
La felicità è fatta di piccole cose, quindi non mi pongo obiettivi complessi. 
Spero di ritrovarmi fra cinque anni ancora piena di voglia di scrivere, di storie da raccontare, di collaborazioni di intraprendere, di progetti da realizzare. Soprattutto, voglio ritrovarmi libera di poter sempre scrivere ciò che più mi piace e per il piacere di farlo, senza il peso di aspettative altrui o costrizioni. Perché desidero ancora sperimentare nuovi generi per raccontare storie nuove. Spero che i lettori apprezzeranno tutto questo, anche se come autrice mi si inquadra difficilmente!

Grazie per la chiacchierata, Loriana. Ci puoi indicare qualche link dove trovare i tuoi libri?

Certo! La narrativa è nel catalogo Arpeggio Libero, la poesia è su ilmiolibro.it  Ecco i link:








Ti ringrazio Roberto per avermi ospitato nel tuo interessante blog  e grazie per le domande interessanti. 
Un saluto ai tuoi lettori, spero di aver destato il loro interesse. Un abbraccio a tutti, vi lascio anche i miei contatti, qualora voleste iniziare a seguirmi... :-D
Ecco i miei contatti