martedì 27 settembre 2016

Recensione: 31 dicembre di Marina Guarneri


Si dimentica presto il breve antefatto del romanzo, che sembra preludere a una storia di fantascienza, ambientata in un futuro prossimo, dove la realtà virtuale è di uso comune, al punto che è possibile rivolgersi ad agenzie specializzate che forniscono servizi di immersione totale in avventure preconfezionate, una sorta di “second life” iper-realistica. Questo è quanto fa Sara, ferita da una delusione amorosa e stanca della sua quotidiana routine.
Si dimentica presto perché l’esperienza che vive come Dhea, è più vivida di un semplice immedesimarsi in un avatar, è talmente viva e complessa da risultare essa stessa il tema portante della narrazione.
Il 31 dicembre è il giorno fatidico della decisione di Sara, ma anche quello in cui Dhea incontra Nagel a una festa. Nagel che ha un passato misterioso e segnato dalla tragica perdita di suo fratello, un talento da artista del fumetto, una personalità complessa e un’attitudine ai rapporti complicati.
La ragazza rimane subito colpita dall’incontro con il giovane, con il quale intreccia un’intensa amicizia che prelude a ben altri sviluppi, ma ben presto i trascorsi di Nagel tornano a minare le basi della loro relazione, mentre la vita vera, nella quale è rimasta relegata Sara, inizia a interferire con il sogno di Dhea.
Marina Guarneri sfoggia una bella padronanza del linguaggio, la trama è ben strutturata, ricca di introspezioni e riflessioni; 31 dicembre è un romanzo che mi sento di consigliare.