lunedì 2 febbraio 2015

Recensione: La grande menzogna di Antonella Sacco


Le storie di scrittori e romanzi sono temi cari a Antonella Sacco, li aveva già affrontati con ironia e leggerezza nel precedente “Il prossimo best seller”. Qui i toni sono più cupi e drammatici: il protagonista, Hank, si barcamena fra un sottopagato lavoro di cameriere e una squallida camera in affitto; la morte improvvisa di un avventore nel bar dove lavora gli fa intravedere, forse, l’occasione di cambiare vita. Il tema centrale del romanzo è la scoperta, da parte del giovane, del misterioso passato di quell’uomo, affidato a una sorta di diario segreto, la cui lettura gli riserverà non poche sorprese e che gli farà maturare la volontà di scegliersi un futuro diverso, sia sul piano personale che sentimentale.
Un meccanismo molto ben congegnato, un libro che parla di libri, con una venatura di giallo e un finale per niente scontato. Lo stile asciutto e sintetico, tipico della scrittrice, si apre a momenti di riflessione su quali siano le priorità dell’esistenza e sulle rinunce necessarie per inseguire il successo. Gran bel romanzo.