giovedì 12 giugno 2014

Il mercante


Un ricco mercante era in viaggio per affari quando, nel mezzo di una foresta, fu assalito dai briganti che lo fecero prigioniero e lo portarono nel loro covo.
“Devi valere tanto oro quanto pesi, uomo.”, gli disse il capo dei briganti, valutando i suoi bei vestiti ed i suoi gioielli preziosi, “Ho intenzione di chiedere un bel riscatto per la tua vita.”
“Mio figlio non ti darà un soldo, furfante!”, gli rispose il mercante, “Anzi, te la farà pagare cara!”
“Sarà meglio che paghi, e senza storie, o ti taglierò la testa e ti darò in pasto ai lupi.”
Così i predoni fecero avere la richiesta del riscatto al figlio del mercante, il quale, alla notizia del rapimento di suo padre esclamò: “Quel vecchio rimbambito! Si è fatto fregare, ben gli sta! Non caccerò un centesimo per la sua liberazione e mi sputtanerò tutti i soldi che ha messo da parte, non mi dava mai niente, quel taccagno!”
E così fece, lasciando suo padre nelle mani dei rapitori e dandosi alla bella vita.
Passarono gli anni e il giovane continuò a sperperare l’ingente patrimonio di suo padre, finché un giorno, mentre attraversava una foresta, venne assalito dai briganti che lo fecero prigioniero e lo portarono nel loro covo.
Quando lo trascinarono davanti al loro capo non poté trattenere lo stupore: “Tu!”, esclamò.
“Sì, sono proprio io, figlio degenerato. Tuo padre, che tu hai lasciato in mano ai briganti per goderti i suoi soldi. Come vedi ne ho fatto di strada, da prigioniero a capo, ho sempre avuto una certa capacità imprenditoriale. Ma tu! Cosa hai fatto nella tua vita?! Sei un fannullone buono a nulla, un parassita, un inetto. Vai, vai, sei libero, torna alla tua esistenza insulsa. Io ho trovato la mia vera dimensione, sono qualcuno qui, mentre tu sei niente, meno di zero. Uomini! Prendete i vestiti e i gioielli di questo giovane stolto e abbandonatelo nel bosco. E stasera festa grande! Che il vino scorra a fiumi e che i balli non finiscano prima dell’alba!”

Roberto Bonfanti - 1991