martedì 22 maggio 2018

Recensione: Tutto è tenebra di Massimiliano Riccardi


Il vecchio sceriffo Stark Dumpsey torna in pista, incurante dell’età, delle ferite e di un sistema che vorrebbe mettere da parte quelli come lui, uomini tutti di un pezzo che credono ancora nei valori della giustizia e della lealtà, decisi a portare un po’ di luce in un mondo di tenebra.
L’America della corruzione, degli interessi occulti e degli intrighi di potere fa da sfondo a questa caccia all’uomo nella quale, suo malgrado, il protagonista si trova a fare da bersaglio, dovendosi guardare dai nemici ma anche dagli ambigui alleati, pedine di un gioco perverso manovrato da uomini senza nome, nella necessità di difendere la propria vita e quella di Joanne, la nuova compagna di una delicata storia d’amore.
Rispetto al precedente Joshua questo nuovo romanzo di Massimiliano Riccardi ha una connotazione più classica da thriller d’azione; l’autore semina indizi come sassolini che solo alla fine porteranno a svelare l’identità del feroce serial killer, un uomo a sua volta vittima, cresciuto nella violenza e privato della sua umanità.
Nella lettura di Tutto è tenebra ho trovato echi della migliore tradizione del genere che va Ellroy a Deaver, o delle pagine più ispirate di Faletti, per restare dalle nostre parti.
Complimenti a uno scrittore che, come ho già avuto modo di rimarcare, non sfigura affatto nel confronto con autori più famosi, grazie a una prosa avvincente che mischia sapientemente azione e introspezione psicologica, capace di disegnare dei personaggi vividi e a tutto tondo, a cominciare dal duro dal cuore tenero Dumpsey, con i suoi baffoni da cowboy.