giovedì 7 aprile 2016

Recensione: Fughe di Mario Pacchiarotti


Mario Pacchiarotti scrive fantascienza sui generis, l’avevo già appurato nei suoi precedenti lavori, Madre Terra e Teutovirus. Questo “Fughe”, un’antologia di racconti editi e inediti, non fa che confermare la mia impressione. Una raccolta che contiene molti temi, alcuni cari alla “science fiction”, altri più atipici: dall’arrivo di un nuovo Messia agli alieni, dagli zombie ai vegani, dall’innovazione tecnologica al cyberpunk. Ma, anche quando affronta stereotipi del genere, li usa abilmente per stravolgere il punto di vista del lettore, per creare ad arte una rilettura delle storture e dei malanni della nostra folle civiltà. Mi piace la sottile ironia, la grottesca esasperazione delle nevrosi socio-culturali che pervade i racconti di questo autore, la sua capacità di instillare il dubbio, la riflessione, in quello che, a prima vista, sembra quasi solo un “divertissement”, un giocare a destrutturare e ricostruire cliché e archetipi. Uno dei racconti che ho più apprezzato, fra quelli inediti, è Paleocoder, con la sua atmosfera un po’ in stile Blade Runner e gli echi del sarcasmo alla Ron Goulart, autore misconosciuto ai più, ma assai caro a chi, come me, è cresciuto a pane e Urania. Buono lo stile di scrittura, chiaro e avvincente, che invoglia a divorare le pagine di questo ebook.