mercoledì 24 aprile 2019

Novità in ebook: The track di Claudia Calisti

Nuova versione in ebook e cartaceo dell'ultimo romanzo di Cladia Calisti.


TITOLO: The track
GENERE: Narrativa contemporanea
AUTORE: Claudia Calisti

Link per l'acquisto su amazon

SINOSSI
Un'opera dedicata a quelle donne cui è impedito di amare, sperare, vivere secondo la loro anima e persino di arrendersi alla loro sorte, da circostanze e uomini accaniti contro di loro, protetti da una impunità mai interrotta fin dalla notte dei tempi, concessa più spesso in malafede che per incapacità. Donne che non lasciano traccia se non quando, raramente, riescono a risollevarsi.

mercoledì 27 marzo 2019

Recensione: Idra Loop: la strana verità di una fotografia che non dovrebbe esistere di Massimo Baglione


Marco, reporter di una rivista che si occupa di paranormale, va in trasferta per un’inchiesta su uno strano caso in un paesino del nord Italia. Nonostante il suo scetticismo si trova coinvolto in prima persona da una fotografia che mina il suo rapporto coniugale e così, fra tresche e tradimenti, bizzarri personaggi di Diparolo e fenomeni apparentemente inspiegabili, avrà il suo bel daffare per tirare le fila dell’intricata vicenda. 
Un thriller più ironico che cruento, ben congegnato nella trama e nelle figure principali e di contorno.
Stile scorrevole e immediato, più volte ci si trova a sorridere per la caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni, un breve romanzo veramente godibile.
Non voglio fare spoiler, ma il gioco enigmistico finale mi ha sorpreso, eppure gli indizi c’erano tutti...


lunedì 18 marzo 2019

Intervista a Marco Freccero

Marco Freccero, blogger e scrittore, autore della Trilogia delle Erbacce: Non hai mai capito niente, Cardiologia e La follia del mondo (cliccando sui titoli potete leggere le mie impressioni di lettura). Ecco il resoconto della nostra chiacchierata.


1. Benvenuto su Chiacchiere e distintivo, Marco. Vuoi raccontare qualcosa di te ai lettori del blog?
Grazie a te Roberto per lo spazio che mi dedichi sul tuo sito. Sono un ligure nato negli anni Sessanta, e ho svolto diversi lavori. Magazziniere, aiuto magazziniere, operaio, addetto alle vendite, corriere, e altro ancora. Da qualche anno mi occupo di produrre contenuti per siti che si occupano di commercio elettronico (si chiama, la mia professione, “Web editor”). Nei ritagli di tempo leggo e racconto storie. Che pubblico in maniera indipendente.

2. Che cos’è, per te, la scrittura?
Un sistema a buon mercato per andare a scovare dove si nasconde ancora l’umanità. Questo è un mondo dove l’essere umano o è una specie di “creatura da circo”, un caso umano insomma da mostrare in televisione. Oppure viene ignorato (a meno che non sia un Vip). Io nelle mie storie cerco di mettere sul palco persone che “tirano a campare”, senza aspettarsi sconti o favori. Sanno che le cose vanno male, e che probabilmente non miglioreranno. Ma questi non sono sufficienti motivi per mollare, o arrendersi. Questo andare avanti nonostante tutto mi piace. È un mistero (no, non è testardaggine o stupidità), e io cerco di celebrare quel mistero.

3. Sembra che tu sia specializzato in racconti, è un formato nel quale ti trovi più a tuo agio rispetto al romanzo?
Adesso ho quasi terminato di scrivere un romanzo! Ma per molti anni ho considerato i racconti un sottoprodotto: in alto il romanzo, e poi molto più in basso i racconti. È stato Raymond Carver a spingermi a rivalutare questa forma d’arte. E a insegnarmi a osservare la realtà, ad amarla. Quindi sì, mi trovo a mio agio con i racconti, ma anche col romanzo. Dico spesso che il racconto è come camminare nella savana, e sbucare in una radura dove ci sono un gruppo di leonesse affamate, che ti puntano. Il romanzo è come camminare nella savana e sbucare in una radura dove c’è un rinoceronte. È vero che non vede molto bene, ma essendo grosso, attacca tutto quello che considera un nemico o una minaccia; la sua mole glielo consente. In entrambi i casi, sei fregato.

4. Hai optato per l’autopubblicazione: scelta di ripiego o consapevole?
Per un certo periodo l’ho considerata un ripiego. Poi ho capito che il mio modo di considerare la letteratura mi condurrebbe comunque ai margini, perché il mio sarcasmo (il mio pessimo carattere, in realtà, la mia intransigenza), mi garantirebbe nemici a profusione. Quindi perché puntare a una casa editrice, quando con l’autopubblicazione puoi pubblicare quello che vuoi tu, quando vuoi tu, infischiandotene di come reagirà il pubblico, i critici, e il bel mondo delle Lettere? L’autopubblicazione qui da noi non viene considerata per quello che è: una scelta che garantisce libertà. Qualcuno potrebbe osservare: se non vendi nulla che libertà è? Ma neppure nell’editoria “ufficiale” non ci sono garanzie, di nessun tipo. Quindi l’autopubblicazione è l’ecosistema perfetto per permettere a un autore di costruire il proprio mondo senza compromessi.

5. Classica domanda: pro e contro del self-publishing.
Assolutamente a favore. Nonostante i limiti che comunque ha, ma sono i limiti che certi autori costruiscono, pubblicando pessimi libri, e “intossicando” questo ecosistema. Quello che si fatica a capire è che un autore può, con l’autopubblicazione, avere il pieno controllo delle sue opere, essere davvero il padrone di sé stesso senza dover sottostare a “diktat” editoriali, o di altro genere. Occorre però una mentalità differente, da “imprenditore” per riuscire sul serio a fare self-publishing. Per molti infatti vuol dire pubblicare la propria opera; ma questo è solo il punto di arrivo di una strategia che nasce molto, molto prima. Se non si comprende questo, il self-publishing non potrà scatenare il suo potenziale.

6. Veniamo ai tuoi racconti: come nascono? Ti ispiri a episodi reali o sono esclusivamente frutto della tua immaginazione?
A un certo punto vedo una scena. La seguo. È così che sono nati i miei racconti della “Trilogia delle Erbacce”. Non so mai quale sarà il finale, non so nemmeno cosa ci sarà nella pagina seguente. È una specie di lavoro di recupero. Mi piace pensare di essere una specie tutta particolare di archeologo che trova dei frammenti, dei resti, e allora scava, scava, e trova una vita che merita di essere raccontata. Io cerco “solo” di non fare danni, di raccontare la storia al meglio delle mie possibilità.

7. Uno dei temi ricorrenti delle tue storie è quello delle difficoltà economiche, lavorative e sociali dei tuoi personaggi. In pratica racconti i nostri tempi segnati da una crisi ormai più che decennale, con tutti i risvolti che ne conseguono; immagino sia un argomento che ti sta molto a cuore.
Mi sta a cuore anche perché non viene mai affrontato per davvero. La televisione mostra “casi umani”. I personaggi delle mie storie non sono mai “casi umani”, ma persone. Non sono simpatiche, divertenti. Spesso si girano dall’altra parte, non hanno tempo da perdere per “migliorare il mondo”. Hanno la loro vita da salvaguardare, e il mondo non li interessa, giustamente. A me interessano tantissimo le persone che nessuno considera, perché tutti sono impegnati a elogiare i Napoleoni di turno. Sono loro, questi sconosciuti, che meritano una pagina. Io cerco solo di restituire quello che spetta loro. Non tutto, non molto; ma è meglio del silenzio. È il mio dovere.

8. Cosa ne pensi delle prospettive dell’ebook e del self-publishing nel panorama editoriale Italiano?
Sono fantastiche e meravigliose, soprattutto perché le case editrici, grandi, medie o piccole, sembrano incapaci di coglierne ancora il potenziale. Si preoccupano solo del DRM Adobe e della pirateria. Scannerizzano (male) il cartaceo e lo chiamano “pubblicazione digitale”. Gioiscono quando una ricerca afferma che le vendite di ebook scendono e crollano; pure io, perché questo li terrà distanti dal mercato dell’ebook e meno loro bazzicano in questo “mare”, più spazio ci sarà per me. Credo che chi fa autopubblicazione in Italia è una specie di “carbonaro”. Lavora per il successo dei prossimi, non di sé. Pazienza, a qualcuno tocca. 

9. Quali strategie adotti per la promozione delle tue opere? E quali, fra queste, ti sembrano le più efficaci?
Il tasto dolente! Le strategie per la promozione delle mie opere non ottengono grandi numeri perché per fortuna sbaglio parecchio. Io mi sono avventurato nella scrittura di una trilogia di racconti (non di una raccolta: ma di 3!), ed è una follia. Il mercato non apprezza questo genere di narrativa. Inoltre io ho uno stile che non ama molto “strizzare l’occhio” al lettore, o alle mode e ai temi del momento. Quindi sono destinato alla nicchia, ma a me sta bene. Questo mio modo di fare mi ha comunque garantito sino a questo momento uno “zoccolo duro” di lettori e lettrici che mi seguono con grande attenzione (e non finirò mai di ringraziarli per questo). La mia strategia in fondo si può riassumere in questo: sii te stesso e scrivi. Il successo non è importante. È importante divertirsi. E io sì, lo confesso: mi diverto. Mi diverto a scrivere queste storie che per molti sono cupissime. Ma se non ti diverti, finisci con lo smettere di scrivere.

10. Quali sono gli autori che apprezzi particolarmente? Qualcuno di loro ha influenzato il tuo stile narrativo?
Ne ho già parlato in precedenza. Per me Raymond Carver è stato uno spartiacque, c’è un prima e un dopo. Quindi lui per me è stato e rimane uno scrittore straordinario, colui che mi ha aperto gli occhi sulla realtà, che mi ha insegnato ad amare questi essere sciagurati e cattivi che siamo, e che sono (i personaggi). Poi adoro Flannery O’Connor e condivido in toto la sua idea di scrittura. Tutti quelli che vogliono scrivere dovrebbero leggere “Nel territorio del diavolo”. Degli altri non parlo perché sarebbe davvero un elenco troppo lungo.

11.  Che consigli daresti a un giovane che si approccia alla scrittura?
Innanzi tutto di cercarsi un lavoro. Qui in Italia ci sono un sacco di guru de noartri che vendono ricette vincenti per piazzare migliaia di copie e diventare ricchi, come se l’editoria fosse un mercato guidato dalla logica e dalla matematica. Niente del genere. Poi di leggere quei 600/700 libri che sono la base. Infine di provarci; no, non sono uno di quelli che consiglia di lasciar perdere. Anche perché buona parte degli scrittori divenuti poi dei “grandi” all’inizio scrivevano cose da “mani nei capelli”. Quindi: provateci, gente. C’è spazio e posto per tutti. Nella maggior parte dei casi non riuscirete mai a ottenere nulla, ma non credo che sia un valido motivo per mollare. 

12. Oltre che scrittore sei un blogger, hai anche pubblicato testi che riguardano questa attività. Quanto tempo dedichi al blog? Ritieni che sia uno strumento importante per un autore? 
Ormai siamo nel XXI secolo. Se una persona vuole affrontare l’autopubblicazione deve per forza “muoversi”. E il blog è il mezzo più indicato per muoversi: vale a dire? Vale a dire: per stabilire una conversazione tra autore e lettore. Il bello del blog è questo: stabilire una conversazione. Mentre le reti sociali (Twitter, Facebook, Instagram, eccetera), non lo permettono, il blog invece è perfetto. Scrivere un post mi porta via di solito 3, 4 ore, anche perché adesso ho deciso di produrre post molto lunghi e completi, ma pubblico solo una volta alla settimana. Non credo ce sia un tempo “rubato” alla scrittura. È un tempo che dedico alla costruzione della mia piattaforma di lettori, che sarà piccola e che cerco di crescere, un lettore alla volta.

13. Stai lavorando a nuovi progetti in questo momento?
Sto terminando di scrivere un romanzo che dovrebbe arrivare a giugno. Ormai siamo alle battute finali. Rispetto a quello che ho scritto sino a ora, è differente. Niente disoccupati, niente disperati, nulla del genere. Eppure è una storia che, chi la leggerà, ci troverà i miei “soliti” temi.

14. Dai uno sguardo al tuo futuro di autore, come ti vedi fra cinque anni?
Tra cinque anni? Mi vedo a gestire il mio blog, a vendere poche copie delle mie opere, e a preparare la mia uscita di scena. Non ho più molte storie: due, tre al massimo e poi: Sipario!

Grazie per la chiacchierata Marco. Per finire ci puoi indicare qualche link dove trovare il tuoi libri?

La Trilogia delle Erbacce è su Amazon: Non hai mai capito niente; Cardiologia; La Follia del Mondo. Ma anche sulle altre piattaforme (Kobo, Bookrepublic, iBook Store, eccetera eccetera). Basta cercarle digitando il mio nome nel campo di ricerca.

sabato 16 marzo 2019

Aforismi #76


Novità in libreria: L'eredità delle ombre di Massimiliano Riccardi

Appena uscito il terzo romanzo dell'autore di JoshuaTutto è tenebra.

TITOLO: L'eredità delle ombre
GENERE: Thriller, giallo
AUTORE: Massimiliano Riccardi
EDITORE: Eretica Edizioni



SINOSSI
Un omicidio. La vendetta. La lotta per salvarsi la vita. Ombre di un lontano passato che ritornano: la guerra nei Balcani; quella maledetta ultima missione in Sierra Leone; poliziotti corrotti; mercenari; criminalità organizzata; la figura del padre brutale e violento. Un presente in cerca di riscatto. Il tentativo di riconquistare un figlio perduto. L’amore di una donna. Valter Manfredi non è un eroe, anzi, è un uomo controverso, sempre al limite della legge, capace egli stesso di compiere il male. Sarà in grado di sfuggire alla parte buia del suo essere? Sarà in grado di rifiutare L’eredità delle ombre?



venerdì 15 marzo 2019

Recensione: La Follia del Mondo (Trilogia delle Erbacce Vol. 3) di Marco Freccero


Con il terzo capitolo Marco Freccero conclude questa trilogia delle erbacce: La follia del mondo, titolo emblematico e quasi proverbiale.
I temi e i protagonisti sono grosso modo gli stessi dei precedenti volumi: lavori opprimenti e precarietà, famiglie che si sfaldano o che tirano avanti fra mille compromessi, ex-benestanti che affrontano più o meno dignitosamente la ridiscesa della scala sociale, emarginati e integrati, vecchi, bambini, gente comune.
L’opera, nel suo complesso e se non ho sbagliato i conti, è composta da 39 racconti autoconclusivi, una galleria di storie, di vicende che agiscono nello stesso universo narrativo: un’unica, impietosa perché realistica, fotografia dei nostri tempi. 
Non voglio dire che i personaggi, le erbacce, siano presi pari pari dalla realtà ed esposti a comporre un catalogo esaustivo di come va il mondo, tutt’altro. Ma leggo nelle intenzioni dell’autore la necessità di mostrarci un lato importante del vivere che, invece, a uno sguardo superficiale, potrebbe sembrare marginale, distante. È così che in queste righe si ritrovano aspetti e comportamenti che talvolta possono essere anche disturbanti, ma che appartengono, a chi più, chi meno, a ognuno di noi, pure a chi non lo vuole ammettere.
Veniamo allo stile: una cosa è osservare la vita, un’altra è narrarla.
Marco ha fatto un “credo” dello “show, don’t tell”, ha scelto di farsi fa parte, di non mostrarsi nei suoi racconti, rigorosamente di lasciare al lettore libertà di giudizio e di coinvolgimento; non troverete enfasi, morale o lezione in queste pagine, è così che stanno le cose e così vanno raccontate. Caso mai l’etica è nella scelta di fondo, nel dare voce a chi di solito non ce l’ha, non è accattivante e alla moda, non ci fa da modello ma piuttosto da specchio, nel quale, per quanto piccolo, per quanto distorto, troviamo un riflesso di noi stessi.
Leggete questi racconti che, sono convinto, non vi lasceranno indifferenti.


sabato 2 marzo 2019

Recensione: Cardiologia: La Trilogia delle Erbacce (Volume 2) di Marco Freccero


Secondo capitolo della trilogia delle Erbacce, altre undici storie di quotidiana normalità, spesso dal punto di vista di persone che nel gioco della vita hanno pescato la mano meno fortunata. Storie di lavori precari, di difficoltà economiche, di crisi di coppia e esistenziali, di delusioni, ma anche di sogni, di speranza e di riscatto.
Non ci sono eroi e cattivi in questi racconti, c’è la vita reale con i suoi piccoli e grandi drammi, ci sono le persone che incontriamo tutti i giorni, con le quali scambiamo qualche parola e un saluto, delle quali magari cogliamo solo i tratti più evidenti. Marco Freccero, invece, va a fondo nelle esistenze di questi “altri”, ce ne mostra i dettagli con fotografie di episodi spesso critici, del momento in cui qualcosa si rompe e c’è la fatica di dover ricomporre i pezzi.
Mi è venuto in mente “America oggi” di Altman leggendo questo libro; i personaggi dei vari racconti non hanno evidenti relazioni fra loro, ma le loro vicende potrebbero intrecciarsi l’una con l’altra, sembrano appartenere alla stessa comunità, a una variegata umanità della porta accanto.
Ho notato una certa evoluzione nella scrittura, nello stile dell’autore che, pur mantenendo i suoi tipici tratti essenziali e quasi distaccati, ha affilato la sua “penna” per scavare più a fondo nel cuore delle storie che racconta, mostrandocelo aperto e ben esposto, proprio come farebbe un cardiologo.



martedì 19 febbraio 2019

Recensione: Racconti dell’inconscio di Marco Martano


Cinque racconti che aggiornano la tradizione del gotico ai giorni nostri.
Gli intrecci sono ben costruiti e combinano scavo psicologico dei personaggi e mistero delle vicende, giocati sul labile confine fra quotidiano e irrazionale. Particolarmente degni di nota “Il quinto angolo del quadro”, con le sue atmosfere alla Poe e “L’ombra dei petali”, che riprende le credenze popolari su stregoneria e magia.
Bella la scrittura, articolata e mai banale, sapientemente dosata fra introspezione, azione e suspance; crea dipendenza da lettura e non delude con i finali inaspettati.
Una buona antologia che consiglio.


venerdì 15 febbraio 2019

Novità in libreria: Il diario delle verità perdute di Giacomo Fratini

Segnalo questo thriller storico da poco disponibile in libreria.

TITOLO: Il diario delle verità perdute
GENERE: Thriller, storico
AUTORE: Giacomo Fratini
EDITORE: Edizioni Efesto

Link per l'acquisto su IBS

SINOSSI
È il 1895 quando Bernard Valois, un giovane ed erudito prete di Marsiglia, viene trasferito ad Emile, un paese sperduto nella campagna provenzale. Superstizioni e leggende dominano le menti degli abitanti del posto che si dicono convinti dell'esistenza delle così dette"creature", esseri demoniaci che si aggirano tra i boschi attorno al paese. Sin dal suo arrivo l'abate viene sconvolto dal susseguirsi di fatti macabri e sconcertanti che sembrano avvalorare le terrificanti storie degli abitanti. Il verificarsi di omicidi rituali, apparizioni di strane figure nell'oscurità e altri avvenimenti di presunta natura paranormale, di cui il suo diario sarà schietto testimone, portano Bernard ad investigare sui segreti di Emile. Personaggi enigmatici lo sosterranno nella ricerca della verità che proseguirà, tra imprevisti e incredibili rivelazioni, in un viaggio verso le remote sponde della Nuova Scozia. Lì sembra essere sepolta una conoscenza antica ed inestimabile che potrebbe stravolgere il passato e il futuro dell'umanità.

lunedì 14 gennaio 2019

Recensione: Non hai mai capito niente: La Trilogia delle Erbacce (Volume 1) di Marco Freccero


I personaggi dei racconti di questa antologia sono uomini e donne comuni, spesso intrappolati in claustrofobici rapporti di coppia o famigliari, oppressi dai bisogni e dagli obblighi di una società insensibile ai sentimenti e alle emozioni individuali, una specie di macchina che inghiottisce sogni, li macina e li risputa fuori trasformati in incubi.
Le loro storie sono trattate con iperrealista attenzione ai dettagli, al lento scandire di gesti comuni e ripetitivi dettati da una sorte avversa e ineluttabile; quando emerge uno sprazzo di serenità è quasi sempre conseguenza dell’aver accettato la propria emarginazione, dell’essere, appunto, delle erbacce nel campo della vita.
È quasi obbligatorio il paragone con Carver nella scrittura cruda e minimalista di Marco Freccero, giusto per definire un ambiente letterario, per suggerire pathos e stile narrativo di questi racconti. Ho trovato ottimo il modo di raccontare dell’autore, una prosa essenziale e senza fronzoli che appaga il mio gusto di lettore.
Consiglio assolutamente questo libro, un lucido e disincantato sguardo sulla realtà.


giovedì 27 dicembre 2018

Un anno di libri 2018


Con il 2018 che volge al termine torna il solito appuntamento con il riepilogo dei migliori libri ed ebook che ho letto nel corso dell'anno. Come sempre prendo in considerazione solo le opere di scrittori indie, cioè autopubblicate o stampate da piccole e medie case editrici, i titoli famosi non hanno certo bisogno del mio modesto contributo. L’ordine di citazione è sparso e non c’è una classifica di gradimento, sono semplici consigli di lettura che auspicano a proporre degli autori, magari misconosciuti al grande pubblico ma che, secondo me, meritano maggiore visibilità. Cliccando sui titoli potrete leggere le recensioni complete pubblicate sul blog.

Comincio con Spazz-Never: Double Trouble di Nathan K. Raven. Questo è un romanzo fuori dagli schemi, come e più del precedente. Nei suoi vari piani di lettura contiene tante cose: avventura, umorismo, sberleffo e metafora, gli specchi deformati di una società bizzarra e caotica, la nostra. Il buon Nathan ha suddiviso il corposo librone in due volumi, li consiglio entrambi, senza se e senza ma.

Skydark (Cronache di una Guerra Galattica Vol. 3) di Gianluca Ranieri Bandini. Gianluca è un ospite fisso del mio blog, che ci posso fare se lui continua a scrivere ottimi romanzi di fantascienza? In questo caso la conclusione di una bella space-opera dall’intreccio complesso e avvincente.

Come formiche in fila di Armando Marchetti. Un romanzo di formazione che scivola in mille rivoli letterari. L’autore sa scrivere (perbacco se lo sa fare!), lo fa in modo “cinematografico”: dilata i fotogrammi, ama le descrizioni creative, i controcampo, gli avanti veloci e lo slow-rewind per mostrare quel dettaglio che a velocità normale era sfuggito, usa i giochi di parole, le citazioni, i termini di fantasia che tutti i ragazzi inventano per i loro linguaggi segreti.

Tutto è tenebra di Massimiliano Riccardi. Un solido thriller d’azione ambientato nell’America della corruzione, degli interessi occulti e degli intrighi di potere. Massimiliano è uno scrittore che non sfigura affatto nel confronto con autori più famosi, grazie a una prosa avvincente che mischia azione e introspezione psicologica, capace di disegnare dei personaggi vividi e a tutto tondo.

Fermo! Che la scimmia spara di David Cintolesi. Bell’esordio per questo giovane scrittore, alle prese con dieci racconti fra il pulp e il surreale, con schizzi di horror e di noir, venati da un umorismo nero shocking. Imperdibile per chi ama Palahniuk, Ammaniti, Bukowki e il cinema di Tarantino e Rodriguez.

Anche Prigionieri di Claudia Calisti è un’antologia di racconti. Cinque storie con protagonisti due reporter investigativi, le cui vicende sembrano prese dalla cronaca nera e romanzate nello stile chiaro e sottilmente ironico che già avevo apprezzato in altri libri di Claudia.

Ritrovarsi di Loriana Lucciarini, Una commedia rosa ambientata a Dublino, apprezzabile per la scrittura fluida e leggera, con un intreccio efficace, lontano dagli stereotipi del genere. Questo è il romanzo adatto per immergersi in una storia piena di buoni sentimenti.

Le chiavi di Platone di Marco Tempestini è un thriller particolare, ambientato a Roma negli anni del boom economico e della Dolce Vita, con risvolti di fanta-politica. Una volta iniziata la lettura è difficile staccarsi dalle pagine di questo romanzo.

I Beatles e la malinconia di Stefano Vestrini. Il racconto struggente di un viaggio a Liverpool, sulle tracce dei Fab Four, fra memoria e nostalgia, fra suggestioni musicali e culturali, durante il quale Stefano si riscopre più beatlesiano di quanto pensava.

Fuga dal vuoto: Storie di uomini sconfitti di Jacques Oscar Lufuluabo. Sette racconti di uomini fuori posto, dolorosamente pensanti, consapevoli che esiste una possibilità, una via di fuga verso una dimensione dove sentirsi più liberi, più completi ma, tuttavia, incapaci di afferrarla fino in fondo. Bella scrittura, ricercata e mai banale.

Ombre di Antonella Sacco. C’è qualcosa di kafkiano in queste storie, nell’incomunicabilità e ineluttabilità degli eventi, un’imperscrutabile e caotico karma che non ha bisogno di trovare una sua logica per imporsi come protagonista dei racconti di Antonella.

Aikawa High School - volume 1 e volume 2 di Inagheshi. Che può fare un eccellente scrittore, appassionato di cultura giapponese, se ha voglia di cimentarsi nella realizzazione di manga, pur non essendo un disegnatore? Si procura il software di grafica adatto, sceglie lo pseudonimo di Inagheshi e produce una serie a fumetti di qualità encomiabile. Non ci credete? Provate a leggerli.

Auguro a tutti un 2019 di letture interessanti, sorprendenti, inaspettate.

Recensione: Aikawa High School - volume 2 di Inagheshi


Secondo volume della serie ambientata nella scuola superiore Aikawa. Keiko è una studentessa dallo scarso profitto scolastico, fa lavoretti part-time per arrotondare il magro bilancio famigliare e ha talento e passione per la musica. Il destino le concede una grande occasione, grazie alla quale scoprirà che non c’è un prezzo adeguato per qualunque cosa, soprattutto per i sogni.
Inagheshi, che già conoscevo come scrittore, dimostra buone capacità anche nella sceneggiatura dei fumetti, come pure nell’inquadratura e nella composizione delle tavole. Per i disegni semplici ma efficaci e i contenuti morali e formativi delle storie questi manga sono godibili sia per i ragazzi che per gli adulti. 


giovedì 20 dicembre 2018

Promozione di Natale


In occasione delle Feste tutti i miei ebook a prezzo ribassato su amazon.it

Recensione: Le chiavi di Platone di Marco Tempestini


Edoardo ha passato gli ultimi anni della sua vita come barbone, condividendo le difficoltà di quella condizione con altri diseredati, con i quali ha strinto forti legami, soprattutto con Antonio, detto Platone. Alla morte di quest’ultimo Edoardo decide di tornare al suo appartamento e alla sua esistenza “normale”. Sì, perché era diventato un senzatetto per scelta e non per necessità; nel corso della narrazione si scoprono i motivi che lo avevano spinto a lasciare la sua vita agiata, sia professionale che affettiva. Il nostro si improvvisa detective per fare luce sulla sorte dell’amico, una ricerca che lo porterà a incontri inaspettati, un nuovo amore, amicizie con figure dal passato ambiguo e viaggi sulle tracce dei pochi indizi che Platone gli ha lasciato in eredità: un portasigari d’argento e un biglietto con un indovinello dalla difficile soluzione.
Il romanzo, ambientato a Roma nel 1963, negli anni del boom economico e della Dolce Vita, intreccia le vicende personali del protagonista agli eventi storici del periodo: la guerra fredda, la morte di Papa Giovanni XXIII e del presidente Kennedy.
Marco Tempestini, al suo esordio come romanziere, dimostra una maturità letteraria notevole, tratteggia personaggi ben caratterizzati con i quali il lettore trova subito empatia e porta avanti la trama di questo thriller particolare fra colpi di scena e momenti più riflessivi. Una volta iniziata la lettura è difficile staccarsi dalle pagine di Le chiavi di Platone, fino alla fine.
Un ottimo romanzo che consiglio.



martedì 18 dicembre 2018

Recensione: Aikawa High School - volume 1 di Inagheshi


La letteratura ha molte forme, i fumetti sono un genere che frequento poco ma quando a proporre un manga è un autore che conosco bene e apprezzo, anche se qui usa lo pseudonimo di Inagheshi, non potevo certo astenermi dal leggerlo.
La vicenda si svolge in una scuola superiore giapponese e si focalizza sulla figura dello studente Murase Takeshi, praticamente un nerd asociale. La sua vita cambia radicalmente quando ottiene un potere straordinario e, allo stesso tempo, pericolosissimo. Starà alla sua coscienza farne un uso appropriato.
L’autore è stato molto abile a sfruttare le possibilità della computer graphic, realizzando una storia accattivante sia nel contenuto che nei disegni, il risultato è encomiabile.